«Bisogna ritornare ai vigili di quartiere»

Le proposte delle associazioni di categoria per aumentare la sicurezza. E c’è chi propone il Taser per le forze dell’ordine
PESCARA. Sicurezza: per affrontare il futuro serve un ritorno al passato con il ripristino dei vigili di zona. Ma nello stesso tempo occorre riempire ogni angolo della città con gli occhi elettronici che servono a immortalare gli atti vandalici ma anche le azioni di quotidiana inciviltà.
L’ultima spaccata in ordine di tempo, alle vetrine di Francesco Di Carlo parrucchieri, la notte tra venerdì e sabato, con il ladro che ha portato via beni (bici, computer, champagne) per un valore di 15mila euro dal negozio di via Regina Elena, riaccende il dibattito sulla sicurezza in città.
Le organizzazioni dei commercianti e degli artigiani chiederanno presto un incontro con il sindaco Carlo Masci. Ma intanto hanno le idee chiare sul da farsi: puntare ad una videosorveglianza «massiccia», anche se non basta. Servono uomini delle forze dell’ordine sul territorio, tra la gente. Vigili di zona, di quartiere, di prossimità, ognuno li chiami come vuole, ma il ritorno all’antico è auspicato da Fabrizio Vianale, direttore generale di Confartigianato Pescara: «Non siamo in una fase di allarme rosso, ma bisogna agire. A cominciare dal ripristino dei vigili di zona. Già solo vedere le divise, in giro per la città, è una tranquillità per cittadini e commercianti e un deterrente per chi vuole commettere atti illeciti. Con il supporto tecnologico, che aiuta tantissimo. La città sta cambiando, ci sono bande di delinquenti pronti a tutto, quindi è importante aumentare la sorveglianza notturna. E le forze dell’ordine dovrebbero avere in dotazione il Taser ( acronimo di Thomas A. swift's electronic rifle, pistola nota anche come storditore elettrico). Sì alla vigilanza privata, ma bisogna fare un’analisi dei costi, ovvero valutare se conviene più pagare i privati o gli straordinari ai vigili».
Una città-grande fratello è il suggerimento di Franco Danelli, presidente di Confcommercio Abruzzo: «Telecamere ovunque, anche sui marciapiedi, ai passaggi pedonali, in misura massiccia anche per controllare i tanti esempi di inciviltà quotidiana e perché la gente stia più tranquilla. La videosorveglianza però va affiancata ai metodi tradizionali con il potenziamento della vigilanza pubblica. La paura dei crimini, purtroppo, non si può eliminare del tutto, la delinquenza è in tutto il mondo».
Servono uomini sul territorio, è l’imperativo di Gianni Taucci, direttore provinciale di Confesercenti: «Se non ce ne sono abbastanza, forse è perché», ipotizza il rappresentante di categoria, «non vengono richiesti dagli organi competenti in numero sufficiente, soprattutto d’estate, con l’aumento della popolazione. Ma è importante studiare questi fenomeni di microcriminalità, capire cosa accade sul territorio per verificare se le condizioni stanno degenerando». Carmine Salce, direttore Cna Pescara, chiederà subito un incontro con l’amministrazione e avanzerà la proposta di «detassare le attività per permettere nuove aperture con l’obiettivo di rivitalizzare il commercio per contrastare la microcriminalità».

