«Bivacchi e spaccio, la pineta è invivibile»

Il comitato “Riprendiamoci Montesilvano” protesta sotto la prefettura. Che replica: «Dopo l’estate una risposta forte»
MONTESILVANO. Via L'Aquila, via Isonzo, via Firenze, via Adda: sarebbe questo il nuovo "crocevia dell'illegalità" a Montesilvano. Un quartiere di oltre 670 persone che vive sotto assedio dopo gli sgomberi dei senegalesi di via Ariosto. I quali, un centinaio, dopo essere stati cacciati dalle spiagge, ora bivaccano nella pineta di Santa Filomena divenuta la loro camera da letto, la loro cucina, il loro soggiorno, proprio sotto le finestre dei residenti.
Mescolati agli extracomunitari della zona che vivono ai margini, uno scorcio di pineta che un tempo era meta del riposo delle famiglie dopo una giornata di mare, oggi è una terra di «degrado e illegalità dove si spaccia droga, si dorme ammassati su materassi e cartoni, ci si masturba in pieno giorno davanti alle signore, si accendono fuochi per cucinare e si abbandonano pentole sporche e sacchi di carbone sotto gli alberi».
E' la denuncia di Marco Forconi, titolare della libreria della stazione e presidente del neocomitato "#Riprendiamoci Montesilvano" e di Osvaldo Cucciniello, ex dirigente bancario a capo del "Comitato di via Firenze" (150 iscritti) sorto nel 2016, che ieri mattina alle 9, muniti di una vasta documentazione fotografica sui cellulari, hanno portato il grido di protesta dei montesilvanesi sotto il palazzo della prefettura in piazza Italia a Pescara.
Cucciniello ha annunciato la creazione di una app per «organizzare una vigilanza notturna a nostre spese». Un gruppo di cittadini, giovani, donne e attivisti, ha innalzato striscioni con su scritto "Basta degrado, più legalità". Tra questi uno storico albergatore, Bruno Bischi, titolare dell'hotel Le Nazioni di via Bradano, che rischia la chiusura dell'attività se persistono «gli accampamenti naturali» davanti alla porta del suo albergo. Alle 11.15, una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal vicario prefettizio Carlo Torlontano e l'esito dell'incontro è stato positivo: «Siamo molto soddisfatti», dice Forconi a fine riunione, «abbiamo riscontrato una grande sensibilità da parte del dottor Torlontano che ci ha rassicurati sul monitoraggio costante della situazione. E ha annunciato che dopo la pausa estiva ci sarà una risposta dello Stato molto forte riguardo all'emergenza in corso sul nostro territorio».
Un territorio che «da un lato deve reinventarsi ogni giorno per conquistare nuovi mercati turistici e dall'altro combatte i bivacchi che fanno scappare i turisti ed esasperano i residenti». Ancora Forconi: «Via L'Aquila, via Isonzo, via Adda, via Firenze, fino al pontile dei grandi alberghi è diventato il nuovo crocevia dell'illegalità. La soluzione? E' necessario spalmare questa comunità di regolari e irregolari negli altri comuni, solo così possiamo dissuaderli da spaccio e altre attività criminose - più volte abbiamo richiesto l'intervento delle unità cinofile - che si consumano sotto le nostre case. Altrimenti, assenti gli accordi tra Italia e Senegal per rimandarli nel loro Paese, l'emergenza sopravviverà all'estate e d'inverno si sposterà dal litorale ai centri commerciali e nei centri cittadini dove queste persone si trasferiranno per fare accattonaggio e disturbare i passanti con atteggiamenti al limite della decenza. Oltre al fatto che accendere fuochi nella pineta per cucinare può scatenare incendi di vaste proporzioni».
Cucciniello: «La Asl deve intervenire insieme alla polizia municipale per valutare il grado di igienicità di questi stabili dove avvengono strani traffici di extracomunitari, in prevalenza nordafricani, che ospitano a pagamento altri connazionali».

