Blitz nel palazzone: droga e refurtiva

I carabinieri arrestano un abusivo sorpreso con l’hascish in casa e trovano sul tetto carte di credito rubate a Città Sant’Angelo
MONTESILVANO. Droga e merce rubata all’interno del palazzone di via Lazio 61. È quanto hanno trovato i carabinieri di Montesilvano a seguito di un blitz svolto ieri mattina all’alba nel problematico edificio di Villa Verrocchio, di cui è proprietario al 40 per cento il Comune di Pescara. Tutto è iniziato con una segnalazione arrivata alle forze dell’ordine in merito alla presenza di occupanti abusivi negli alloggi popolari.
Intorno alle 7.30 di ieri, quindi, gli uomini del comandante Luca La Verghetta hanno bussato all’appartamento al sesto piano abitato senza alcun titolo da G.R., 28 anni di origine albanese, sprovvisto di permesso di soggiorno e con precedenti di polizia. Entrando nell’alloggio popolare, i carabinieri hanno trovato sul tavolo un involucro contenente quasi 17 grammi di hashish e, continuando con la perquisizione, una seconda confezione custodita nel comò della camera da letto, al cui interno sono stati trovati altri 95 grammi dello stesso stupefacente, che complessivamente avrebbero consentito di confezionare circa 1.200 dosi. L’albanese è stato così arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, assistito dall’avvocato Pasquale D’Incecco, ha patteggiato una pena di 11 mesi, che è stata sospesa, ed è tornato, quindi, in libertà.
Nel corso dei controlli nell’ormai noto “palazzo della vergogna” sono stati individuati anche altri inquilini non autorizzati che verranno deferiti all’autorità giudiziaria per l’occupazione abusiva degli appartamenti di edilizia popolare. Ma non solo. Durante le ispezioni, i militari hanno trovato, sul tetto dell’edificio, bigiotteria varia e carte di credito risultate rubate nel corso di un furto avvenuto a Città Sant’Angelo nel mese di ottobre. La refurtiva è stata già riconsegnata ai legittimi proprietari.
L’operazione dei carabinieri è tornata a riaccendere le polemiche sullo stato di degrado in cui versa il palazzo. A tornare sul tema, ancora una volta, è il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5S). «Ancora una volta i fatti mi danno ragione e smentiscono le parole pretestuose di quei politici che mi attaccano e mi danno dell’allarmista», commenta. «Quell’edificio è una vergogna che mette in luce tutta la propaganda e l’inefficacia di un centrodestra che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia ma che, proprio su questa, ha fallito su tutta la linea. Ora lo vadano a dire alle forze dell’ordine che hanno trovato droga e refurtiva all’interno di case occupate abusivamente che lì gli irregolari non ci sono più, e che la situazione del palazzo è sotto controllo». A detta del pentastellato, «il palazzo della vergogna di Montesilvano è peggio del Ferro di cavallo di Rancitelli: una struttura enorme in mano ai clan, visto che a essere trasferiti sono stati solo gli inquilini con diritto e tutti gli altri sono ancora lì o sono rientrati poco dopo l’allontanamento».
Un commento a margine dell’intervento arriva anche dal consigliere montesilvanese con delega alla sicurezza, Marco Forconi (Fratelli d’Italia). «Ringrazio, a nome dell’amministrazione comunale, i carabinieri di Montesilvano per questa importante operazione e per il costante contributo di presenza e attività sul nostro territorio. Chi asserisce ogni fine settimana che non esiste lo Stato in via Lazio 61, mente sapendo di mentire. La verità è che soluzioni illogiche rimangono inapplicabili, mentre si rende necessaria solo una perfetta sinergia fra gli enti coinvolti e le forze dell'ordine».

