«Bloccate le centraline Arta per lo smog»

24 Aprile 2022

Blasioli (Pd) lancia l’allarme: scaduto il contratto di manutenzione, la qualità dell’aria è senza controlli

PESCARA. «L’Arta fa scadere il contratto e le centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria restano senza manutenzione». A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli.
«I vertici Arta sembra che abbiano dimenticato il ruolo principale dell’Agenzia per la tutela dell’ambiente», dice il consigliere, «accade infatti che dal 31 marzo è scaduto il contratto per la manutenzione della rete per il rilevamento della qualità dell’aria e non c’è traccia della volontà di risolvere questa situazione. La corretta manutenzione delle centraline è fondamentale per permettere una precisa e puntuale conoscenza dello stato di salute dell’aria che respiriamo nella nostra regione». «La mancanza di manutenzione legata alla scadenza del contratto in essere», afferma, «potrebbe avere diversi effetti negativi: dall’alterazione dei valori dovuta al cattivo funzionamento degli strumenti di controllo, alla mancanza degli stessi, circostanza quest’ultima rilevabile per alcune località negli ultimi giorni sulla pagine di Arta. Si tratta di situazioni che potrebbero generare allarmi infondati o sottovalutazioni pericolose, o portare alla definitiva rottura di queste centraline, che devono lavorare a una temperatura specifica, senza peraltro considerare che, al momento, nessuno sarebbe deputato a intervenire in caso di guasti».
Sarebbe questo il motivo per cui alcune centraline di Pescara e provincia non rilevano da diversi giorni alcuni inquinanti. «I dati di alcuni giorni», precisa Blasioli, «non sono disponibili, circostanza che potrebbe dipendere proprio dalla scadenza del contratto di manutenzione. Faccio presente che le ultime rilevazioni su Cepagatti sono del 2 aprile e ormai sono trascorsi venti giorni. Per le 16 centraline distribuite sul territorio regionale, 3 delle quali nella sola città di Pescara occorre pertanto al più presto procedere a un nuovo avviso pubblico, consci del fatto che negli anni 2019 e 2020 le procedure di gara hanno necessitato di almeno 2/3 mesi per la loro conclusione e quindi anche se il bando dovesse essere pubblicato nei prossimi giorni, difficilmente prima del mese di giugno/luglio avverrà l’affidamento».
«Ci chiediamo, inoltre», prosegue, «perché l’Arta, come fatto in passato, non abbia avviato per tempo la gara per l’affidamento, prima della scadenza del contratto anche perché non possiamo credere che nelle casse dell’ente manchino i circa 200.000 euro necessari. «Ma di questa circostanza abbiamo già chiesto informazioni al presidente della giunta regionale Marco Marsilio».