Bloccato il piano per la bonifica Ex discarica, 15 anni di incubo

L’opposizione convoca una riunione per studiare gli interventi, ma la Regione non è rappresentata La denuncia del M5S: «In caso di esondazione del Saline, danni non quantificabili per tutta la città»
MONTESILVANO. La bomba ecologica di Villa Carmine e la necessaria bonifica tornano ad alimentare le polemiche e le perplessità degli amministratori montesilvanesi. Della bonifica dell’ex discarica sul lungofiume, più volte annunciata ma rimasta finora ferma al palo, non sembrano esserci tracce. Eppure, la montagna alta 27 metri, composta da 300mila metri cubi di rifiuti scaricati sul terreno per decenni senza alcuna protezione, rischia di continuare a rappresentare una grave fonte di inquinamento per il terreno e le acque fluviali, e di conseguenza per il mare, come messo in luce anche dall’Arta, l’ultima volta circa due anni fa.
Sarebbero tre le possibili soluzioni individuate per disinnescare la bomba ecologica, che vanno dalla messa in sicurezza allo smantellamento, ma finora ai progetti non ha fatto seguito nessuna azione concreta. Per avere chiarimenti in merito, ancora una volta, i consiglieri di minoranza (Pd e M5S) hanno convocato una commissione Vigilanza, invitando l’assessore regionale all’Ambiente Nicola Campitelli e l’Arap, ma senza successo. «Ieriè stata convocata per la terza volta la Regione Abruzzo per rispondere ai quesiti della città circa la messa in sicurezza nonché sui termini prefissati per lo smantellamento definitivo della discarica di Villa Carmine», commenta il consigliere pentastellato Giovanni Bucci a nome del suo gruppo. «Ma anche questa volta l’assessore Campitelli non ha ritenuto opportuno rispondere all’invito, mentre l'Arap ha declinato chiarendo che dovrebbe essere la Regione a convocarli e non il Comune. E noi siamo stanchi di questi continui scaricabarile».
Da tempo, infatti, i gruppi di minoranza sollecitano la Regione e gli enti coinvolti affinché si intervenga per risolvere un problema che da tanti anni grava sulla salute dell’ambiente e dei cittadini di Montesilvano. «La discarica, da oltre 15 anni bloccata lì sulla sponda del fiume Saline», prosegue Bucci, «rappresenta una bomba ecologica e non sono quantificabili i danni che potrebbe arrecare all’ambiente, in caso di esondazione del fiume. Per questo, più volte è stata convocata la Regione che, non più di un anno fa, aveva preso l’impegno di effettuare il barrieramento idraulico volto a bloccare lo sversamento di percolato all’interno del Saline». Come ricorda Bucci, si tratterebbe di «un intervento provvisorio in attesa dello smantellamento della discarica, che dovrebbe avvenire nei modi e nei termini stabiliti, soprattutto in virtù dei fondi Pnrr che dovrebbero essere reperiti per quest’intervento definitivo. Ma anche stavolta l’assessore Campitelli, seppur invitato formalmente dagli amministratori di Montesilvano, non si è degnato di venire a raccontarlo per rassicurare la città».

