Bolletta da pagare due volte. E una famiglia con neonato resta senza gas

Il caso nel Pescarese. Dopo il cambio di gestore, la fattura viene saldata ma dopo mesi viene richiesta dalla nuova società. Interviene il Codacons, il presidente Ruggieri: “Tante famiglie strangolate dalla pratica della procedura di morosità”
PESCARA. Una famiglia del Pescarese di quattro persone, con tanto di bimbo nato da poche settimane, strangolata dalle bollette del gas. Solo una delle tante che in questi ultimi tempi fatica a pagare con regolarità i costi dell’energia diventati - per molti, soprattutto i monoreddito - insostenibili.
Ecco cosa è accaduto, e contro cosa sta combattendo il Codacons Abruzzo, a cui la famiglia si è rivolta: «Non potendo pagare alcune bollette, aveva deciso di cambiare fornitore, passando da Hera a Enel Energia», racconta il presidente Codacons Vittorio Ruggieri, che prosegue: «Dopo il cambio, ha saldato il conto con Hera, mesi dopo è stata la società subentrata, Enel, a staccare la corrente alla famiglia. Questo perché Era non ha comunicato all’altra società l’interruzione della “procedura di morosità”. Non pagando, giustamente, una seconda volta la stessa bolletta - chiesta da Hera e poi da Enel - si è vista staccare la propria utenza del gas. E ancora oggi queste persone non possono usufruire del servizio, pur non avendo più alcun debito, nonostante in casa abbiano un neonato e un altro bambino di 9 anni».
Ruggieri è pronto a dare battaglia per tutelare cittadini onesti che combattono quotidianamente con il caro vita e il caro energia: «Ritengo intanto che non sia giusto staccare forniture o fare pignoramenti ad agosto, quando tutti o quasi sono in ferie. È un modo delle compagnie per costringere gli utenti a pagare e non contestare».
Nel mirino del Codacons la “procedura di morosità”, che è la causa di situazioni come quella appena descritta e colpisce decine e decine di cittadini e piccole o medie imprese. «Vi spiego come funziona: se non paghi delle bollette e passi da una società ad un’altra, dopo sei mesi di morosità la compagnia che non ha preso i soldi può attivare questo meccanismo, facendo in modo che - attraverso il sistema informativo integrato - il pagamento venga richiesto dalla società subentrata. Il problema di fondo è che, una volta partita la procedura, e una volta che il cittadino ha saldato la sua morosità con la società uscente, se quest’ultima non ferma la procedura, parte la richiesta di pagamento. E si rischia di pagare due volte», è l’esempio pratico di Ruggieri. Un sistema per cui si arriva a pagare due volte, che colpisce non fatica a pagare. «Un paradosso», dice ancora il presidente del Codacons, «Se una famiglia che non riesce a pagare una bolletta finisce in questa procedura, va davvero in grande difficoltà. Se deve pagare due volte, viene massacrata. Perché si paga due volte e solo in seguito la società subentrata è chiamata a restituire quei soldi incassati illegittimamente. Rimborsi che arrivano mesi e mesi dopo. Chiedere anticipazioni di cassa alle famiglie che non arrivano a fine mese è assurdo». Anche le imprese strangolate dalla procedura: «Abbiamo una causa pendente davanti al tribunale di Genova: bollette di Enel di un’impresa chietina che abbiamo contestato, ottenendo un corposo saldo e stralcio. Pagando il 50% del totale, Enel era soddisfatta dell’introito. Ma ha utilizzato la procedura per chiedere di nuovo l’intera somma tramite le fatture della nuova società scelta dall’impresa. E l’abbiamo contestata. Solo a noi del Codacons, negli ultimi anni, sono capitati già centinaia di casi del genere», chiude Ruggieri.

