Niente proroga perché incinta, il giudice: «L’infermiera va assunta»

19 Agosto 2026

Il contratto a tempo determinato confermato per la quarta volta ad altri sette colleghi, ma non a lei. Accusata di comportamento discriminatorio, l’Azienda sanitaria si difende: «Valutazioni organizzative»

PESCARA. «La mancata proroga del rapporto di lavoro della ricorrente integra una discriminazione diretta fondata sullo stato di gravidanza». È il passo più importante di una sentenza di condanna della Asl di Pescara emessa qualche giorno fa dal giudice del lavoro, Andrea Pulini, che ha affrontato il ricorso presentato dagli avvocati Valerio Speziale e Stefania Cespa, legali di una infermiera professionale che si è vista non prorogare il quarto contratto di lavoro a tempo determinato dalla Asl di Pescara (proroga invece adottata agli altri sette colleghi), perché in stato di gravidanza. Una vicenda che riporta indietro di anni e cancella tutte le garanzie che nel tempo sono state apportate nella materia specifica in favore delle donne che proprio nello stato di gravidanza hanno diritto ad una tutela così detta rafforzata. Per cui, a conclusione di una causa piuttosto delicata, il giudice ha dichiarato in sentenza «la natura discriminatoria del comportamento tenuto dalla Asl di Pescara di non prorogare, rispetto agli altri infermieri a tempo determinato assegnati alla Rsa di Tocco da Casauria, il solo rapporto di lavoro a tempo determinato della ricorrente»; condannando la Asl a «stipulare il conseguente contratto di lavoro a tempo determinato dal primo febbraio 2026 al 30 maggio 2026»; e a risarcire alla ricorrente un danno non patrimoniale quantificato in 5.000 euro, oltre le spese del giudizio.

PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA