Bollette, altri aumenti per famiglie e imprese

I venti di guerra portano rincari di gas e luce anche agli enti locali
Quanto potrebbe pesare la crisi Ucraina sulle famiglie e sugli enti pubblici abruzzesi? C'è un filo rosso che può dare da subito una risposta a questa domanda e passa attraverso uno studio realizzato dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa per l'Adnkronos, nell'ambito del progetto "Pitagora".
È certo che le bollette lieviteranno ulteriormente, in Abruzzo, per famiglie ed enti pubblici, anche in maniera consistente in termini percentuali.
Di fatto, con un effetto domino, l'aumento dei costi del gas si ripercuoterà sulle imposte a carico dei cittadini. Per la categoria enti pubblici, inoltre, l'Abruzzo parte già con un handicap di base: è la penultima regione d'Italia, tra le meno virtuose, nel rating dei consumi di gas. Fa peggio solo il Molise. E tra le province abruzzesi, ad detenere la maglia nera è L'Aquila sia per le bollette dell'energia elettrica che per quelle dell'acqua.
BOLLETTE PIÙ CARE.
I venti di guerra tra Russia e Ucraina stanno facendo impennare i prezzi delle materie prime energetiche. La corsa al rialzo non riguarda soltanto il petrolio, che è in aumento di circa il 3%, ma anche il gas naturale aumentato del 13%, arrivando a sfiorare quota 82 euro, con conseguenze negative sulle bollette di luce e gas.
Secondo i dati forniti dall'autorità per l'energia Arera, nel primo trimestre 2022, l'energia elettrica ha fatto registrare un aumento del 131% rispetto ai primi tre mesi del 2021 e il gas naturale del 94%. Il Governo è corso ai ripari per cercare di contenere i prezzi delle bollette, varando un nuovo decreto con misure a sostegno di famiglie e imprese, in aggiunta ai 9,5 miliardi di euro già stanziati negli ultimi mesi per fronteggiare i rincari energetici.
Si tratta di 5,8 miliardi di euro messi a disposizione fino alla fine del secondo trimestre di quest'anno. Ma i costi in bolletta sono destinati a lievitare ancora.
MISURE CONTRO IL CARO GAS.
Il Governo ha stanziato 590 milioni per ridurre al 5% l'Iva sul gas, che beneficerà anche di un taglio degli oneri per altri 480 milioni.
Ma le famiglie dovranno fare i conti con bollette molto più alte: nel primo semestre 2022 il rincaro complessivo sarà di da 33,7 miliardi di euro in bolletta, secondo una stima dell'ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha fatto il confronto con lo stesso periodo 2019.
L'incremento dei costi di luce e gas è pari a 44,8 miliardi, dei quali 15,4 miliardi in capo alle famiglie e 29,4 alle imprese, ai quali vanno sottratti gli sgravi introdotti dal Governo Draghi. A conti fatti, le bollette saranno sicuramente più salate.
COSTI EXTRA.
Per le imprese ci sarebbero 13 miliardi di costi extra a causa dei rincari di energia elettrica e gas rispetto al 2019, nel primo trimestre di quest'anno. L'intervento del Governo per calmierare le bollette, previsto tra i 5 e i 7 miliardi di euro, è considerato insufficiente per dare ossigeno ai settori energivori, come quelli che producono vetro, ceramica, cemento, plastica, produzione di laterizi, la meccanica pesante, alimentare e chimica.
Sul fronte dell'energia elettrica, poi, un eventuale blackout è considerato un rischio molto elevato per acciaierie e fonderie, oltre che per le attività che operano nel commercio, alberghi e ristoranti. A gennaio l'indice delle quotazioni delle materie prime non energetiche ha continuato a crescere raggiungendo il +45% rispetto al pre-Covid, mentre il gas naturale, in Europa, ha registrato un'impressionante fiammata dei prezzi. +660% rispetto a due anni fa, che si riflette sul prezzo dei metalli con un +54% per l'acciaio e +65% per l'alluminio.
CONSUMI ENTI LOCALI.
In Abruzzo, la situazione risulta ancora più critica. Dal report sulla spesa pubblica degli enti locali della Fondazione Gazzetta Amministrativa, un rating delle regioni, classificate dalla più virtuosa alla meno diligente, in base alle voci di spesa per quanto riguarda il gas, l'Abruzzo risulta fanalino di coda, seguito solo dal Molise.
Analizzando la tabella riferita ai capoluoghi, le amministrazioni locali di Pescara hanno speso per i consumi idrici 333.109,92 euro, per l'energia elettrica 816.628,42 euro e per il gas 430.527,27 euro. A Teramo sono stati spesi 68.096,14 euro per l'acqua, 1 milione 751.997,56 euro per l'energia elettrica e 236.516,34 euro per il gas.
I dati rilevati per Chieti fanno riferimento solo all'energia elettrica, dove la somma sborsata ha raggiunto quota 1 milione 382.652,87 euro e il gas con 481.345,11 euro.
L'Aquila, anche a causa dell'orografia, ha il massimo dei consumi per energia elettrica, tra le province abruzzesi: 3 milioni 123.702,76 euro e 1 milione 740.117,61 euro per l'acqua. La spesa per il gas però non è stata rilevata.
A cascata, le maggiori spese per energia, luce e gas, da parte degli enti locali abruzzesi, rischiano di produrre un'ulteriore stangata sulle tasse a carico dei cittadini, già gravati da un aumento consistente delle bollette per nucleo familiare.
REGIONI PIÙ VIRTUOSE.
Sempre nella parte bassa della classifica, in quanto a spesa degli enti locali per le bollette del gas, troviamo la Campania (798 mila euro) e la Toscana (513 mila 378 euro). Più in alto invece si piazzano Emilia Romagna (398 mila euro di spesa per il gas), Piemonte (399 mila 741 euro) e Puglia (385 mila 268 euro).
In Liguria la spesa per la luce è pari a 92 mila 633 euro, in Lombardia a 377 mila 172 euro. Infine, in vetta alla classifica, nel novero delle regioni più virtuose d’Italia ci sono: Calabria (21 mila 125 euro), Lazio (32 mila 951 euro) e Marche (7 mila 993 euro). Viene considerata non comparabile, invece, la spesa di regioni a statuto speciale come Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta.

