Bollette e rincari, appello alla Regione

28 Settembre 2022

Dopo la fattura di 227mila euro a un ristoratore, arriva la richiesta di 4 associazioni di consumatori: serve un piano di aiuti

PESCARA. «Aspetto un riscontro dal presidente della Regione, Marco Marsilio, nella speranza che ci convochi», per parlare degli aumenti delle bollette e delle misure da adottare. «E conto di sentire anche il prefetto di Pescara, Giancarlo Di Vincenzo». Luigi Di Corcia, presidente dell’Associazione consumatori utenti Abruzzo, non intende far passare sotto silenzio il caos che sta generando il caro bollette tra famiglie, artigiani e imprese. Sono tante le segnalazioni che riceve e una in particolare lo ha spinto a lanciare un grido di allarme alle istituzioni, insieme ad altre associazioni dei consumatori. Il caso più clamoroso è quello di un ristoratore (il locale si trova in un centro commerciale dell’hinterland pescarese) che si è visto recapitare una bolletta di 227.472 euro per un conguaglio di fatture già pagate. Nei giorni scorsi, dopo essersi attivato in difesa del ristoratore, Di Corcia si è rivolto al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, a Marsilio e Di Vincenzo. E lo ha fatto con altre tre associazioni, cioè Arco Abruzzo, Guardia Civica e Contribuenti Abruzzo, rappresentate da Carla Rascente, Donato Fioriti e Samuele Lupidi. Tutti insieme hanno prospettato una possibile soluzione al caro bollette, in linea con quanto accaduto durante la pandemia. «In attesa di interventi nel merito ben più importanti e risolutivi di quelli sin ora messi in campo», hanno sollecitato «una moratoria rispetto alle richieste di sospensione delle utenze a causa di morosità, in particolare per i soggetti che non sono mai risultati morosi in passato e che oggi non riescono a far fronte al caro energia». E viene suggerita anche «una maggiore elasticità circa la rateazione degli importi relativi alle fatture di consumo».
Sarebbe una via di uscita, o quanto meno un modo per fronteggiare l’aumento «sproporzionato del costo dell’energia, a cui ha fatto seguito l’automatica modifica unilaterale dei contratti di fornitura». Per le quattro associazioni «il sistema economico è messo a dura prova perché i costi eccessivi stanno causando la chiusura di molteplici attività produttive, con perdita di posti di lavoro e di reddito per le famiglie, dopo due anni di privazioni a causa del Covid».