Bollette “pazze”, code all’Aca e proteste

Montesilvano, l’azienda è in ritardo con le letture dei consumi del 2015 e invia nelle case degli utenti un maxi-conguaglio
MONTESILVANO. L’Aca invia centinaia di cartelle "pazze" e monta la rabbia degli utenti di Montesilvano che ieri pomeriggio hanno affollato gli uffici di via Gandhi per chiedere spiegazioni.
All’origine del problema, che stando al personale dell’azienda acquedottistica interesserà tutte le famiglie della città adriatica e non solo, la mancata lettura dei contatori per tutto il 2015 che ha generato l’invio di un unico conguaglio per il periodo novembre 2014-novembre 2015. Così gli utenti, che con cadenza trimestrale hanno già pagato le proprie fatture, si sono visti recapitare bollette che fanno riferimento a un periodo di 365 giorni, non di 90. Per questo centinaia di contribuenti, cedolini pagati alla mano, hanno preso d’assalto lo sportello dell'ex Monti per certificare la regolarità nel pagamento. A cercare di fare chiarezza è uno degli addetti dell’ufficio Aca. «In questi giorni, sono arrivate le fatture a conguaglio per un periodo di lettura molto ampio», ha spiegato ai cittadini indignati, «ma le fatture emesse nel frattempo, in questo periodo, saranno detratte. Ovviamente dovete considerare solo l’imponibile e non il lordo della fattura. Solitamente la fatturazione è trimestrale, ma il conguaglio viene fatto due volte l’anno», ha aggiunto l’incaricato. «Però nel 2015 ciò non è stato possibile perché l’azienda non aveva la società esterna che si occupa della lettura dei contatori».
Nel ricordare le passate gestioni fallimentari dell’Aca, il dipendente dell’azienda ha proseguito: «Stiamo pagando tutti la conseguenza di questa mala gestione. Dall’ultimo anno però, la gestione è cambiata e adesso si sta cercando di risanare i conti. E infatti una delle prime cose fatte è stata quella di riprendere una ditta che si occupi delle letture. A breve, quindi, la situazione tornerà alla normalità».
Intanto l’Aca, per ridurre i disagi, andrà incontro agli utenti concordando dilazioni di pagamento. «La lettura però non è contestabile», ha sottolineato il dipendente, «dal momento che la ditta ha fatto le foto ai contatori che noi mostriamo agli utenti». A sollevare la rabbia dei cittadini anche gli orari di apertura degli sportelli (lunedì e mercoledì dalle 15 alle 17.30 e martedì, giovedì e venerdì dalle 8.30 alle 12), giudicati insufficienti. «L’azienda è sotto organico per cui non c’è personale per aprire gli sportelli più ore al giorno», ha concluso l’addetto, «e su questo non possiamo fare nulla».
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