Bollino blu per il riscaldamento: chi deve farlo e quanto si spende

Il controllo della qualità dei fumi va ripetuto ogni due anni, la manutenzione può essere anche annuale Il costo della certificazione si è uniformato a 12 euro, per l’intervento i prezzi vanno da 60 fino a 110 euro
PESCARA. Manutenzione ordinaria dell’impianto e controllo dei fumi. La prima va fatta sull’impianto di riscaldamento rispettando le scadenze indicate da chi ha installato la caldaia oppure dall’azienda fabbricatrice. Normalmente va fatta ogni anno o due.
Il secondo, meglio conosciuto come bollino blu o controllo dell’efficienza energetica, va eseguito in Abruzzo ogni due anni sugli impianti domestici, quelli che tecnicamente hanno una potenza non elevata che oggi prendiamo in considerazione. In questo caso la norma nazionale, alla quale la Regione non si è ancora adeguata, prevede invece quattro anni di intervallo tra un controllo e l’altro.
Sono queste le regole basilari da conoscere e da ricordare alla vigilia dell’inverno, con il freddo che però ha già varcato la soglia delle case e il decreto energia che ha scaglionato nel tempo le date di inizio di accensione del riscaldamento in base alla zone climatiche. Che in Abruzzo sono quattro.
Da martedì scorso, 8 novembre, è scattato il via libera in quasi la metà dei comuni abruzzesi (142 su 305, il 46,6%) che si trovano in zona climatica D e corrispondono a 822.931 cittadini, cioè il 64,2% dei residenti nella regione. Rientrano in questa categoria tre capoluoghi su quattro (Pescara, Teramo, Chieti), oltre a centri popolosi come Montesilvano, Vasto, Lanciano, Francavilla al Mare e Sulmona. Quasi un comune su 10 invece si trova in zona F, ovvero quella che in base alla classificazione per zone climatiche presenta la maggiore necessità energetica. Parliamo di 30 comuni, di cui 25 in provincia dell’Aquila. Tra questi, Pescasseroli, Scanno, Roccaraso, Aielli, Rocca di Mezzo, Ovindoli, Pescocostanzo. Due territori si trovano nel Chietino (Pizzoferrato, Gamberale) e tre nel Teramano (Cortino, Rocca Santa Maria, Pietracamela).
Per questi comuni è non cambiato niente: il decreto sul taglio ai consumi energetici non prevede alcuna limitazione nell’accensione degli impianti di riscaldamento. Altri 123 centri si trovano in zona E e hanno già potuto riattivare il riscaldamento dal 22 ottobre. Tra questi L’Aquila, Avezzano e Celano. E solo una minoranza di comuni costieri, compresi tra le province di Chieti e Teramo, si trova in zona C (accensione prevista dal 22 novembre). Tra questi Roseto, Giulianova e Ortona.
Torniamo al vademecum essenziale sulla sicurezza degli impianti. Gli interventi di manutenzione vanno registrati sul libretto di impianto della caldaia, che bisogna conservare in casa. Il controllo della caldaia, se si limita a un’operazione di manutenzione ordinaria, spetta a chi vive nella casa. Quindi se l’abitazione è in affitto, i costi sono a carico dell’affittuario. E lo stesso vale per il controllo dei fumi. In quest’ultimo caso è un tecnico specializzato a rilasciare il bollino blu.
Al termine delle operazioni di controllo il manutentore deve redigere e sottoscrivere il rapporto di efficienza energetica in tre copie di cui una copia è trattenuta dal manutentore stesso; una copia è rilasciata al responsabile dell’impianto che la allega al libretto di impianto; una copia è inviata a cura del manutentore all'autorità competente per le ispezioni. A quest’ultima copia è allegato il bollino blu di importo pari a 12 euro. Il costo della manutenzione ordinaria invece varia dai 60 ai 110 euro.
In caso di mancata ottemperanza agli obblighi di sicurezza la spesa per l’intervento sostitutivo svolto dall’organo di controllo si aggira su una cifra di poco superiore alla cifra per la manutenzione. In provincia di Chieti, per esempio, l’Ops applica la tariffa di 120 euro. Le ispezioni avvengono a campione e si attivano nel caso di mancato pagamento del bollino blu o dell’invio del rapporto di controllo e qualità dei fumi. (l.c.)

