Bonanni: «No, sulla sicurezza non si può più risparmiare»

14 Ottobre 2018

L’AQUILA. Troppi morti, sempre più giovani. E la causa principale resta la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il presidente Anmil della provincia dell'Aquila, Luigi Bonanni, fa un'analisi su...

L’AQUILA. Troppi morti, sempre più giovani. E la causa principale resta la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il presidente Anmil della provincia dell'Aquila, Luigi Bonanni, fa un'analisi su scala regionale.
Presidente, perché accadono ancora tanti incidenti?
«C'è ancora molto da fare per ridurre il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Registriamo ancora tante morti “bianche”, con un'ulteriore aggravante: l'età che si abbassa sempre di più. La parola d'ordine è prevenzione».
Quali misure sta mettendo in campo l'Anmil per arginare il fenomeno?
«Siamo partiti con una campagna di prevenzione nelle scuole, dalle elementari agli istituti superiori, perché riteniamo che la sensibilizzazione sia il primo passo per aumentare i livelli di sicurezza. I progetti Icaro e Silos sono un esempio di buone pratiche tra gli studenti. Ma non basta».
Dov'è il tallone di Achille?
«Le imprese, soprattutto edili, non investono in sicurezza. Uno dei problemi maggiori riguarda gli appalti con il massimo ribasso. Se un'azienda deve tagliare le spese, inizia proprio dagli investimenti nella prevenzione, senza calcolare che un infortunato grave o un invalido permanente costano alla ditta stesa e alla collettività molto di più».
In Abruzzo si fa abbastanza per prevenire gli incidenti sul lavoro?
«I dati parlano chiaro: seppure con una leggerissima flessione, i morti sul lavoro continuano ad essere tanti. 18 nei primi otto mesi di quest'anno. Nello stesso periodo del 2017 erano stati 32 considerando, però, la tragedia di Rigopiano e la caduta dell'elisoccorso del 118, a Campo Felice. Significa che, in linea generale, il trend è in aumento. Un dato che deve far riflettere».
La normativa italiana in materia di sicurezza è tra le più complete. Non viene rispettata?
«Troppe volte si finge di non vedere, si tralascia l'osservanza di quelle regole che dalle aziende vengono ritenute un costo e non un investimento. Pretendiamo che i controlli non si fermino e che chi lavora sia preparato e adeguatamente formato».(m.p.)