«Bonifica amianto entro aprile 2018»

San Giovanni Teatino. La società Master Building Sardinia presenta il cronoprogramma dei lavori nell’ex fonderia
SAN GIOVANNI TEATINO. La rimozione dell’amianto nell’area ex Infiam, l'ex fonderia Di Nicola, si farà entro la prima metà di gennaio 2018, tempo permettendo. Lo ha detto ieri il sindaco, Luciano Marinucci, dopo averne avuto comunicazione dalla ditta Di Nizio Eugenio, società incaricata dall'amministratore di Master Building Sardinia, Enio Colasante, titolare del dismesso complesso industriale situato nel centro di Sambuceto.
La prima decade di gennaio sarebbe il periodo indicato nel piano di lavoro presentato a maggio alla Asl di Chieti per rimuovere il materiale contenente amianto - matrice compatta, tra gli elementi tossici presenti nell’area dell’ex fonderia. La chiusura delle attività di bonifica del sito è prevista per aprile. La comunicazione di inizio attività, inviata il 7 dicembre, è stata protocollata dal Comune di San Giovanni Teatino e dalla Asl, lunedì scorso. Il 1 settembre 2016, la Master Building Sardinia ha incaricato l’impresa specializzata Di Nizio di procedere allo smaltimento dei rifiuti che giacevano da anni nel sito e successivamente alla rimozione del tetto in amianto.
«A oggi» fa sapere la Di Nizio «i materiali sono stati quasi totalmente rimossi, salvo qualche piccolo rifiuto che non impedisce la bonifica delle coperture di eternit».
«Si tratta di una buona notizia per la nostra comunità che non possiamo che accogliere con grande soddisfazione» conferma Marinucci « anche in virtù di quanto stiamo facendo a livello amministrativo: la salute dei cittadini è per noi un valore da difendere continuamente e con tutte le nostre forze. D'altronde, abbiamo seguito con attenzione la vicenda e continueremo a farlo con tutta la perizia del caso, affinché tutto si risolva positivamente. Continuiamo a vigilare». Su iniziativa di una cittadina che ha presentato diversi esposti, la vicenda della mancata, finora, rimozione dell’amianto e del risanamento dell’ex fonderia è finita al centro di un procedimento giudiziario per le accuse, rivolte alla società titolare del complesso industriale, di aver realizzato una discarica abusiva a cielo aperto e per non aver bonificato il sito, come invece prevedeva una clausola contrattuale inserita a suo tempo, in seguito a una perizia, fatta nel 2010, che accertò la presenza nella zona di arsenico, zinco, amianto deteriorato e polveri di fonderia. Il problema del mancato risanamento dell’ex fonderia è stato sollevato dal M5s un anno e mezzo fa.
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