Bonus 600 euro per 70mila

Rapporto Inps. Ma riscoppia il caso-cassa in deroga: nessun invio dalla Regione
L’AQUILA. L'Inps ha messo in pagamento, in Abruzzo, quasi 70mila bonus da 600 euro. Il 72 per cento delle domande presentate da professionisti e partite Iva, che possono tirare un sospiro di sollievo. Viaggia a ritmo serrato anche la cassa integrazione ordinaria, con 5.772 richieste autorizzate su 7.814. Significa che oltre 86mila lavoratori hanno già percepito l'indennità del mese di marzo.
La cassa integrazione in deroga, invece, è all'anno zero: le caselle del report dell'Inps sulle quattro province abruzzese, risultano tutte vuote. La Regione, che sta ricevendo le domande sulla piattaforma on line, ancora non trasmette una sola pratica, con i pagamenti completamente bloccati.
BONUS LIQUIDATI. Il prospetto relativo ai bonus da 600 euro delinea un andamento positivo delle indennità liquidate. «L'Inps prosegue nello sforzo di garantire la liquidazione delle forme di sostegno ai lavoratori e alle aziende, come previsto dalle disposizioni governative in materia di Covid-19», afferma il direttore regionale Inps Abruzzo, Luciano Busacca, «in particolare i bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi e iscritti alla gestione previdenziale separata, le domande pervenute per la cassa integrazione ordinaria, gli interventi del Fondo d'integrazione salariale e la cassa integrazione in deroga. Al 17 aprile, sono state messe in pagamento in Abruzzo poco meno di 70mila richieste di indennità da 600 euro, pari al oltre il 72% delle domande presentate». Delle 96.091 richieste pervenute, 69.554 sono state liquidate, mentre su 2.681 è in corso la verifica del codice Iban dei beneficiari.
CHIETI PRIMA. Il maggior numero di pratiche liquidate è in provincia di Chieti, 18.818 su 25.302; seguono Teramo con 18.732 su 26.587 e Pescara con 15.962 domande evase su 21.941. In provincia dell'Aquila sono stati pagati 8.254 bonus su 11.544 ad Avezzano, 4.509 su 6.105 all'Aquila e 3.279 su 4.612 a Sulmona. Sul sito dell'Inps è possibile verificare l’esito della propria istanza.
A partire da metà settimana potranno essere modificati anche i dati inseriti in maniera errata, con particolare riferimento all’Iban. Per accedere bisogna cliccare su Box indennità 600 Euro, inserire codice fiscale e pin, cliccare su indennità Covid-19 e, infine, cliccare su "Visualizza esiti".
Da ieri, inoltre, sono in pagamento anche i bonus per i professionisti iscritti alle Casse previdenziali di riferimento, che in virtù della modifica dei requisiti richiesti, avevano dovuto ripresentare la domanda.
CASSA PAGATA PER 5MILA. Al momento, l'Inps ha autorizzato circa il 74% delle domande pervenute per la cassa integrazione ordinaria. «La fase autorizzativa», ricorda Busacca, «è propedeutica alla successiva trasmissione, da parte delle aziende, della documentazione necessaria al pagamento: tale riscontro consente all’Istituto di definire la fase di liquidazione dell' integrazione salariale. La percentuale delle domande di cassa ordinaria a pagamento a conguaglio, da parte delle aziende, è pari al 23%, a fronte di quella delle domande a pagamento diretto Inps, che si attesta al 77%».
Veniamo ai dettagli: l'indennità riguarda, in Abruzzo, 117.210 lavoratori, di cui 86.580 già liquidati per il mese di marzo. 1.834 le domande autorizzate in provincia di Teramo, con una platea di 27.510 dipendenti, su 2.515 richieste pervenute.
A Chieti sono state autorizzate 1.771 domande e pagati 26.565 lavoratori su 33.990. In provincia dell'Aquila, su 1.507 richieste, ne sono state autorizzate 1.101 per 16.515 dipendenti.
CASSA IN DEROGA BLOCCATA. L'Inps ha ricevuto anche 2.313 domande per l'accesso al Fondo di integrazione salariale: 675 a Chieti, 667 a Pescara, 540 a Teramo e 431 in provincia dell'Aquila. Il punto di caduta riguarda la cassa integrazione in deroga, gestita dalla Regione tramite la piattaforma telematica, che sta raccogliendo le domande. Il sistema è stato attivato più di dieci giorni fa, ma l'Inps non ha ancora ricevuto neppure una pratica dalla Regione, pertanto non può provvedere alla liquidazione delle indennità che riguardano circa 54mila lavoratori in Abruzzo, tutti di micro e piccole imprese, da uno a cinque dipendenti. Sulla cassa integrazione in deroga c'era già stato un problema in Abruzzo, con una partenza in ritardo delle procedure telematiche per la presentazione delle domande da parte delle aziende, poi superata con l'annuncio del via alla presentazione delle istanze. Un provvedimento attesissimo dal sistema economico locale, costretto al lockdown, Secondo quanto stabilito dal decreto del Governo, la copertura massima dell'indennità è di nove settimane.
PRESTITI AL VIA. Ieri, primo banco di prova per l'erogazione dei prestiti alle imprese fino a 25mila euro, con una copertura del 100% da parte dello Stato. Le banche più grandi hanno attivato la procedura on line, evitando code nelle filiali: le più piccole si stanno attrezzando, ma le domande sono migliaia. «L'Abruzzo sta reggendo l'impatto», dichiara Francesco Rivelli, segretario Fisac-Cgil, «i grandi gruppi bancari hanno costituito una task-force per gestire le pratiche. I prestiti fino a 25mila euro richiedono una procedura abbastanza snella, con pochi documenti da presentare. Tutto per via telematica e con alcune clausole, come essere già cliente della banca e presentare gli ultimi due bilanci. Qualche difficoltà in più si riscontra per gli istituti di credito più piccoli, che si stanno organizzando».
Le banche stanno esaminando anche le pratiche relative agli anticipi della cassa integrazione: la convenzione sottoscritta da imprese e sindacati, associazioni bancarie e ministero del Lavoro consente, infatti, agli istituti di credito di anticipare fino a 1.400 euro per la cassa integrazione in deroga. Un’operazione a costo zero per i lavoratori: sono le banche stesse ad anticipare le somme per i sussidi, che verranno poi rimborsate direttamente dall’Inps.
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