Bonus bollette, proroga per le imprese

26 Ottobre 2022

Per agevolare il pagamento delle cartelle più recenti, in arrivo la rottamazione quater

L'AQUILA. La proroga del bonus Bollette per le imprese e una sanatoria, fino a 2 mila euro, per cancellare i debiti con il fisco affidati alla riscossione fino al 2015. Ma anche una rottamazione quater, per consentire il pagamento agevolato delle cartelle più recenti, emesse fino allo scorso giugno.
Questo il mix di provvedimenti allo studio del governo Meloni. Tre le possibili fonti di finanziamento dei provvedimenti, i 4-5 miliardi di fondi strutturali europei che la commissione Ue ha deciso potranno essere dirottati sulle misure di contrasto al caro bollette, oltre ai 10 miliardi di "tesoretto" lasciati dal governo Draghi. In ballo ci sono, inoltre, i possibili avanzi sui 14 miliardi stanziati col decreto Aiuti ter, le cui coperture erano state calcolate su un prezzo del gas molto più alto di quello attuale. Le risorse oscillano, quindi, tra 15 e 20 miliardi, di cui 5-6 milioni serviranno per prorogare fino a fine anno i crediti d’imposta sulle bollette per le imprese e il taglio delle accise sui carburanti.
Il resto verrà utilizzato per la legge di Bilancio 2023, che conterrà ulteriori aiuti per imprese e famiglie. Il primo impegno economico del governo Meloni riguarderà l’approvazione del decreto legge Aiuti quater, per prorogare le misure contro il caro-bollette per le imprese, che scadono a novembre, fino alla fine dell’anno. Si tratta, in particolare, dei crediti d’imposta del 40% per le aziende energivore e del 30% per le altre, comprese le piccole. Verrà, inoltre, prorogato fino al 31 dicembre il taglio delle accise sui carburanti, che fa risparmiare circa 30 centesimi al litro sul prezzo alla pompa e che altrimenti scadrebbe il 18 novembre. Tra le ipotesi anche un nuovo bonus una tantum da 150 euro per lavoratori e pensionati fino a 20mila euro. Per i crediti d’imposta servirebbero circa 5 miliardi mentre per le accise un altro miliardo. Il governo potrà attingere a 4-5 miliardi dei fondi strutturali europei, che la commissione Ue ha deciso potranno essere dirottati sulle bollette. Il nuovo saldo e stralcio allo studio prevede di andare oltre quanto fatto con le prime due sanatorie, quella del 2018 (governo Conte 1) e del 2021 (Draghi). Con la prima furono cancellate le cartelle fino a 1.000 euro del periodo 2000-2010, con la seconda le cartelle fino a 5mila, purché il reddito imponibile non superasse i 30mila euro, sempre per lo stesso periodo. Stavolta la sanatoria arriverebbe fino al 2015. Quanto al tetto d’importo, l'ipotesi è che possano sanare cartelle fino a 2mila euro. La rottamazione quater dovrebbe, invece, riguardare le cartelle con debiti superiori, fino allo scorso giugno: si pagherebbe l’importo delle tasse con sanzioni e interessi minimi del 5% e a rate, con dilazione in cinque anni.