Bonus infissi: chi può richiederlo e come

4 Gennaio 2022

Il beneficio è già ripartito. Dà diritto a sgravi fiscali che vanno dal 50 al 110 per cento. I tre metodi

Tra i bonus casa prorogati dalla nuova legge di Bilancio, entrata in vigore il 1 gennaio, c’è anche il cosiddetto "bonus infissi", ovvero la norma che consente di beneficiare di una detrazione sui costi sostenuti per la sostituzione degli infissi. Vediamo come funziona e quali sono le relative percentuali di detrazione.
Va detto, preliminarmente, che la misura è considerata un “intervento trainato”. Ciò significa che, per poterne usufruire, è necessario legarla a uno dei lavori di ristrutturazione trainanti, come per esempio il cappotto termico, l’isolamento termico del tetto, la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale caratterizzato da caldaie già esistenti o i lavori effettuati per migliorare il rischio sismico.
L’unica eccezione viene fatta per la sostituzione dei serramenti: in tal caso, anche in assenza di intervento trainante sarà possibile accedere a una detrazione pari al 50% delle spese sostenute da dividere in dieci anni. Sarà inoltre possibile accedere alla detrazione solo se la sostituzione degli infissi apporterà un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile in termini di efficienza termica.
La sostituzione deve riguardare elementi già esistenti o sue parti (dunque non sono ammesse nuove installazioni) e deve interessare stanze o vani riscaldati, in modo da proteggerli verso l’esterno o verso vani non riscaldati. L’incentivo è applicabile sia ai condomini che alle case unifamiliari. Nello specifico, le spese ammesse dal bonus comprendono la fornitura e l’installazione di finestre, infissi, scuri, persiane, avvolgibili, tende da sole, vetrate, e tutte le tipologie di serramenti, compresi porte e portoni. La percentuale di detrazione di cui si può beneficiare, invece, dipende dal bonus a cui è legata la sostituzione degli infissi: con il bonus ristrutturazione è prevista una detrazione fiscale del 50% sul totale delle spese sostenute, per un importo massimo di 96 mila euro. La detrazione viene rateizzata in dieci quote annuali, di pari importo; anche con l’ecobonus c’è la detrazione del 50% del totale delle spese, fino ad un massimo di 60 mila euro (in alternativa può essere applicato uno sconto in fattura, oppure la cessione del credito d’imposta); con il superbonus, invece, la detrazione fiscale è pari al 110% sulle spese effettuate, da sfruttare in cinque rate annuali di pari importo.
Il fine il capitolo scadenze. Mentre Ecobonus e Bonus ristrutturazione si potranno richiedere entro il 31 dicembre 2024, per i soggetti privati la scadenza del Superbonus 110% è fissata per il 31 dicembre 2025 con sistema a scalare (110% per spese sostenute entro il 31 dicembre 2023, 70% per quelle effettuate entro la fine del 2024 e 65% dal 1° gennaio 2024).