Bonus per pc e tablet, chi può averlo e come

21 Maggio 2021

Contributi fino a 500 euro, le domande scadono a ottobre

Bonus pc e tablet da 500 euro: c’è tempo fino a ottobre 2021 per fare domanda. Per la misura sono stati stanziati 204 milioni di euro, disponibili fino a esaurimento fondi, da utilizzare per l’acquisto di un apparecchio elettronico o per la stipula di un contratto con operatori e provider. Al 10 maggio le risorse impegnate erano il 40,5% della copertura.
Ancora qualche mese di tempo, quindi, per poter usufruire del voucher introdotto dal governo Conte bis per far fronte al divario digitale che ancora caratterizza l’Italia.
Le pratiche della didattica a distanza e dello smart working imposte dalla pandemia da coronavirus a partire da marzo 2020 hanno messo in luce il divario digitale presente nel nostro Paese.
Strade utili per continuare a lavorare, non perdere mesi di scuola e diminuire i contatti fisici non si sono però rivelate praticabili da tutti. Requisiti, limiti di reddito e come fare domanda: ecco quello che serve sapere.
A COSA SERVE IL BONUS. Permette di dotarsi di una connessione internet ultraveloce, di un pc o di un tablet, e viene erogato sotto forma di voucher. Va richiesto direttamente al provider o agli operatori di riferimento. La misura è gestita dal Mise, che per la gestione operativa e l’erogazione del voucher si appoggia alla società Infratel Italia (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia Spa).
A QUANTO AMMONTA. Il voucher può arrivare fino a un massimo di 500 euro, suddivisi in due parti: 200 euro di sconto per la stipula di un contratto o il potenziamento della connessione internet e 300 euro per l’acquisto di un tablet o di un pc. Gli apparecchi, una volta acquistati, non sono in comodato d’uso ma rimangono di proprietà della famiglia che ha usufruito del bonus, mentre la connessione a internet deve essere preceduta da un contratto della durata minima di 12 mesi.
CHI PUÒ CHIEDERLO. I destinatari della misura sono le famiglie con un reddito Isee non superiore a 20mila euro. Ulteriore requisito per poter usufruire del bonus è legato alla velocità della connessione che si intende scegliere, che dovrà essere di almeno 30 Mbit/s in download e 15 Mbit/s in upload. I fondi stanziati sono di 204 milioni di euro, disponibili fino a esaurimento delle risorse. In un secondo momento la soglia dell’Isee dovrebbe alzarsi fino a un massimo di 50.000 euro.
Una terza tranche è prevista per finanziare il bonus internet per le imprese. In questo caso gli importi disponibili saranno tre. Si va da un minimo di 300 euro per le aziende che intendono siglare un contratto di almeno 18 mesi per una connessione di velocità tra i 30 e i 300 Mbps a un massimo di 2mila euro per le connessioni oltre il Gigabit e con contratto di 24 mesi, passando per un bonus da 500 euro (connessione tra 300 Mbps e 1 Gigabit e contratto minimo di 18 mesi).
I FONDI. Sono 204 milioni di euro, disponibili fino a esaurimento delle risorse. A sei mesi dall’avvio della misura, come riportato da Infratel Italia lo scorso 10 maggio, le risorse impegnate ammontano a 81,5 milioni di euro: il 40,5% dei fondi disponibili in totale. Complessivamente, dall’apertura delle domande, sono stati attivati oltre 137.000 voucher in tutta Italia, per un totale di oltre 68 milioni di euro erogati. Sempre secondo gli ultimi dati Infratel, risultano invece prenotati voucher per un importo pari a oltre 12,6 milioni di euro.
COME FARE. Non è necessaria alcuna iscrizione, ma bisogna innanzitutto certificare il proprio Isee e assicurarsi che i requisiti del contratto che si intende stipulare siano conformi a quelli stabiliti dalla disciplina Sul sito www.infratelitalia.it sono disponibili un manuale operativo contenente le informazioni necessarie sul bonus, le Faq per comprendere le modalità della domanda e dell’erogazione del voucher e il modulo di ammissione al contributo. Sullo stesso sito è possibile verificare quali sono gli operatori accreditati e le offerte disponibili, visibili anche su www.bandaultralargaitalia.it.
CONTROLLI. Dal 21 dicembre 2020 è iniziata la verifica a campione della sussistenza dei requisiti necessari dei cittadini per attivare i voucher. I controlli sono svolti in automatico tramite il collegamento ai sistemi dell’autorità incaricata, l’Inps, che permette di verificare la veridicità dell’Isee dichiarato dal cittadino al momento della richiesta del voucher all’operatore.