Boom di presenze per le visite in grotta

Aumenti del 20-30% rispetto allo scorso anno a Stiffe, al Cavallone e a Pietrasecca, i tre più famosi siti della regione
Ambienti misteriosi e affascinanti che si dipanano in profondità, spesso inaccessibili, bui; antri da favola e da paura: le grotte in Abruzzo attirano ogni anno visitatori in cerca di bellezze magiche e selvagge. Le più famose, con una ripresa sorprendente del turismo, sono quelle del Cavallone a Taranta Peligna e Lama dei Peligni (Chieti), di Stiffe a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila) e di Pietrasecca, a Carsoli (L’Aquila).
LE GROTTE DEL CAVALLONE
È la grotta turistica visitabile più alta d’Europa, si trova sul versante orientale della Maiella. Per raggiungerle c’è una funivia che sale a quota 1.388 sul livello del mare dai 760 metri di partenza. In circa venti minuti si arriva in località Colle Rotondo per poi proseguire con un breve percorso a piedi che comprende trecento gradini che giungono nei pressi dell’ingresso delle grotte. Nel corso di millenni, con un lento ma costante stillicidio, l’acqua ha creato immaginifiche concrezioni. Si susseguono varie sale, diverse l’una dall’altra: bolgia dantesca, laghetto di Ornella, sala degli elefanti, sala dei pipistrelli, sala dei merletti, torre di Pisa, Cratere, Anfiteatro. La grotta è nota nella letteratura teatrale per essere stata l'ambientazione della tragedia pastorale La figlia di Jorio, scritta nel 1903 da Gabriele D’Annunzio. La temperatura interna, costante tutto l’anno, è di 10°C, l’umidità si attesta spesso oltre il 95%. La prenotazione può essere effettuata on line sul sito www.grottadelcavallone.it.
«Anche quest'anno», afferma il sindaco di Taranta, Giovanni Paolo Rosato, «i numeri in grotta sono ottimi, nonostante il diffuso calo di presenze che si vede a occhio nudo in Abruzzo. Quest'anno abbiamo introdotto tante novità: i tre livelli di visita, la prenotazione e il pagamento on line tra tutte. Infatti abbiamo praticamente azzerato le file, nonostante i numeri alti. Il tutto con le sole forze dei due comuni di Taranta e Lama, uno splendido partenariato con il privato affidatario del servizio guide e un rapporto virtuoso e costruttivo col Parco Maiella». «Non so», conclude Rosato, «quante gestioni cosi virtuose e in equilibrio economico, sostanzialmente autonome, ci sono in Abruzzo. Dovremmo essere un esempio, considerato che da soli non solo gestiamo un sito turistico complicato, ma anche un impianto a fune in zona parco».
LE GROTTE DI STIFFE
Sala del silenzio, cascata, Sala della concrezione e Lago nero, seconda cascata: sono gli ambienti delle grotte di Stiffe, a circa 3 km da San Demetrio ne' Vestini e 15 dall'Aquila, raggiungibile dalla Statale 261 Subequana. All'ingresso del paese si trovano biglietteria e centro visite, mentre l'ingresso al percorso avviene più a monte, in corrispondenza della foce. Il percorso turistico, a pagamento, ha una durata di circa un’ora e si sviluppa per circa 1,4 km, andata e ritorno fino alla seconda cascata. Hanno una lunghezza di oltre 1000 metri, non ancora del tutto esplorate e parzialmente aperte al pubblico. Costituiscono una risorgenza attiva, sono cioè state prodotte da un fiume sotterraneo che fuoriesce in superficie, caso pressoché unico in Italia. L'ambiente mantiene una temperatura di 10°C, costante tutto l'anno. Adiacente alle grotte è il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera, fondatore e primo rettore dell'università degli Studi dell'Aquila, e gestito dal Gruppo speleologico aquilano. Il progetto di valorizzazione turistica della grotta risale a oltre trent’anni fa, ma solo negli anni Ottanta si è provveduto alla sua realizzazione, per giungere, nel 1991, all’inaugurazione del complesso turistico Grotte di Stiffe.
«Abbiamo un aumento del turismo del 20-30% rispetto allo scorso anno, con 800-1000 ingressi giornalieri», afferma Giovanni Cappelli, amministratore unico dell’Atc, Azienda speciale territorio e cultura del comune di San Demetrio ne’ Vestini, che gestisce le grotte (neo presidente è Victor Casulli). «Il successo», aggiunge Cappelli, «deriva da un impegno costante e dall’aver puntato molto su serietà e informazione. Nel periodo invernale lavoriamo molto con le scuole di Lazio, Marche, Abruzzo, Molise e Campania, mentre negli altri periodi abbiamo visitatori cosmopoliti. È gratificante vedere come i sacrifici siano ripagati».
LE GROTTE DI PIETRASECCA
Buona frequenza di turisti alla Grotta grande dei Cervi, che insieme alla Grotta dell’Ovito costituisce la riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca (presidente Salvatore Callippo), area naturale protetta istituita nel 1992 per tutelare le peculiarità di questa zona carsica. La gestione del parco è del comune di Carsoli in collaborazione con l’università dell’Aquila e con alcune associazioni speleologiche, tra cui la Società speleologica italiana.
Esplorata per la prima volta nel 1984, la Grotta dei Cervi è considerata una delle più belle dell’intero Appennino. Si trova a 858 metri sul livello del mare e presenta una lunghezza totale di 2.500 metri, con dislivello complessivo di 70 metri. L’importanza di questa grotta si deve alla sua straordinaria bellezza e conservazione, nonché al ruolo storico e archeologico che ha avuto nel corso dei secoli. All’interno furono trovate le ossa di quattro specie di mammiferi: un orso, una lince, la Panthera leo spelaea e il Cervus elaphus, il cervo nobile o reale che dà il nome alla grotta. Insieme a questi, sono state rinvenute anche diciotto monete in bronzo di epoca romana risalenti al IV-V secolo d.C e una risalente al XV secolo.

