Borsacchio: riparte la sfida tra Marsilio e D’Amico

22 Marzo 2024

Il presidente confermato: «Decidiamo insieme», il rivale: «Ha ammesso l’errore»

L’AQUILA. Poche parole. Così Marco Marsilio dà lo stop alle polemiche del giorno dopo.
«Sin da subito, l’intera maggioranza ha dato la disponibilità a ridefinire il perimetro della Riserva del Borsacchio con un percorso condiviso», dice il presidente del centrodestra rieletto alla Regione, «la mia lettera di impegno con il governo conferma e attua questa linea. Mi auguro che anche il Comune di Roseto e i portatori di interessi del territorio vogliano sedersi al tavolo di confronto con spirito costruttivo, abbandonando posizioni ideologiche e radicalismi che produrrebbero solo il conflitto che abbiamo conosciuto finora». Ma non è facile arginare le polemiche a pochi giorni dal voto sul terreno “minato” del Borsacchio, la riserva di Roseto ridotta da 1.100 ettari a 24 che stava per diventare la Caporetto del governatore se quest’ultimo non avesse giocato d’anticipo.
LA LETTERA TEMPESTIVA
La bocciatura del taglio da parte del Consiglio dei ministri, due giorni fa, era infatti inevitabile. Ma il 18 marzo, Marsilio ha inviato a Roma una lettera (pubblicata ieri dal Centro) con cui di fatto ha congelato il taglio del Borsacchio impegnandosi a rivederne il perimetro insieme a tutti i portatori di interesse.
La sua mossa politica, giocata in casa, si è rilevata azzeccata. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare il contrario. Il Cdm ha infatti impugnato la legge di Stabilità della Regione Abruzzo solo nella parte minima riguardante la proroga di un anno per rendere abitabili i sottotetti. Mentre la norma taglia riserva è stata sfilata giusto in tempo prima che il governo la marchiasse come contraria ai principi costituzionali.
Quanto basta però per riaccendere la sfida politica con l’avversario, sconfitto alle urne, che ieri ha indossato per la prima volta i gradi di capo dell’opposizione del nuovo Consiglio regionale.
D’AMICO ALL’ATTACCO
«Sul Borsacchio aveva ragione chi, come noi, si è sempre opposto al taglio. L’ammissione, implicitamente, arriva dallo stesso Marsilio che, con una mossa in extremis per evitare l’impugnativa da parte del Governo, lo scorso 18 marzo ha scritto una missiva in cui mette nero su bianco quel passo indietro che per mesi abbiamo chiesto a Regione Abruzzo», afferma Luciano D’Amico, candidato presidente del Patto per l’Abruzzo, «una mossa che arriva dopo soli 8 giorni dal voto, e questo la dice lunga sull’attendibilità delle argomentazioni portate avanti dal centrodestra. E conferma quanto abbiamo sempre sostenuto: la legge è, ed è stata sempre illegittima, perché la sua approvazione non ha rispettato il procedimento normativo. Ora, per evitare una bocciatura», conclude D’Amico, «il centrodestra sarà costretto a rivedere il taglio e a coinvolgere tutti gli enti territoriali interessati, così come hanno chiesto opposizioni, ambientalisti e liberi cittadini negli scorsi mesi».
E cioè le Guide del Borsacchio, che insieme alle associazioni hanno lanciato una raccolta da 30mila firme, e che ora parlano di una «prima vittoria per tutti»; il Wwf che si definisce soddisfatto che «sia stato confermato quanto abbiamo detto fin dall'inizio». E, sul fronte del Patto per l’Abruzzo, il deputato rosetano di Azione, Giulio Cesare Sottanelli, per il quale sarebbe: «Una figuraccia di chi voleva strumentalizzare la riserva per fini elettorali». Ma andiamo con ordine.
IL PALADINO BORGATTI
«Con il congelamento del taglio della riserva», afferma il presidente delle Guide del Borsacchio, Marco Borgatti, da sempre paladino della riserva rosetana, «la Regione Abruzzo ammette, tardivamente, che il territorio va ascoltato. Questo successo testimonia il potere della collaborazione e della passione nel difendere ciò che amiamo. L'unica soluzione rapida per la Regione è ripristinare i confini della riserva, adottare il Pan (Piano di assetto naturalistico) e aprire dopo qualche anno anche una revisione, ma prima bisogna partire per sbloccare finalmente la situazione».
SI RIPARTE DA 1.100
A Borgatti fa da eco il Wwf: «Siamo soddisfatti che nei fatti sia stato confermato quanto abbiamo detto fin dall'inizio, vale a dire che la norma adottata nottetempo era incostituzionale, oltre che ambientalmente sbagliata», dichiara Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo.
«Ora però ci si dovrà confrontare nella sostanza», continua l’ambientalista, «la Regione per adesso ha solo evitato il giudizio della Corte Costituzionale, ma cosa vuole fare nel concreto? Vuole tornare al perimetro originario? Vuole approvare subito il Piano di assetto naturalistico creando le condizioni affinché il Borsacchio sia finalmente controllato da un organo di gestione? Noi continuiamo a chiedere che torni per sempre al suo perimetro originario e riteniamo inaccettabile qualsiasi proposta al ribasso».
Da oggi la sfida riparte da zero. Anzi da 1.100 ettari.
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