Borsellino, premiazione stamane

26 Ottobre 2019

Cerimonia al Massimo. In Comune gli studenti incontrano Morra, Crimi e Savina

PESCARA. Contrastare la mafia attraverso l'azione repressiva delle autorità, ma soprattutto con la prevenzione, rivolgendosi direttamente ai giovani, il domani della società. È quanto sottolineato più volte nel corso dell'incontro “Gli uomini passano, le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini” che si è tenuto ieri mattina in Comune, nell'ambito del 24° premio Paolo Borsellino. Relatori, di fronte a una platea composta dagli studenti dell'istituto Alberghiero De Cecco e dagli alunni dell'istituto comprensivo Pescara 10, dopo i saluti istituzionali del sindaco Carlo Masci, il vice ministro dell’Interno Vito Crimi, il presidente della Commissione bicamerale Antimafia Nicola Morra, il prefetto Luigi Savina, presidente del ventiquattresimo Premio Borsellino, Leonardo Guarnotta, che è stato membro del pool Antimafia coordinato dal giudice Antonino Caponnetto, il presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra e la dirigente dell'Alberghiero Alessandra Di Pietro. «La mafia verrà sconfitta a livello culturale», ha detto Morra, «tanto che Falcone e Borsellino, due magistrati che hanno sacrificato la loro esistenza a difesa dello Stato democratico, avevano deciso di lanciare messaggi di attenzione al mondo dell'istruzione e della cultura. Ben venga un'azione di contrasto e di repressione alle mafie effettuata dalle forze dell'ordine, dalla polizia giudiziaria e dalla magistratura, ma la vera battaglia va combattuta sul fronte della prevenzione, educando i ragazzi alla bellezza». Un metodo largamente condiviso da Guarnotta, che ha sottolineato: «Prima la mia era un’azione repressiva, ora è preventiva. Ci rivolgiamo ai giovani, affinché siano condotti sulla strada della legalità, perché possano essere protagonisti della loro vita, sentire di essere cittadini e non sudditi e che non debbano chiedere al potente di turno, ciò che spetta loro di diritto». L'invito, diretto ai ragazzi da parte di Guarnotta è a «essere rispettosi nei confronti dei genitori e degli insegnanti, che hanno il meraviglioso e delicato compito di accompagnarli per mano nel percorso della legalità; essere rispettosi nei confronti dei propri compagni con i quali condividono questo cammino». Sono la cultura e il coraggio delle idee le armi più forti contro la mafia, per Crimi. «La mafia agisce nella mente delle persone e nella cultura portando con sé la paura, e allora», rivolgendosi agli studenti «abbiate sempre il coraggio delle vostre idee, di difenderle e di farle camminare da sole». La mattinata (aperta dall’inaugurazione in questura del monumento ai pm uccisi e dove Crimi ha incontrato lo zio, pescarese d’adozione, Mario Prando) si è conclusa con la consegna del Premio Paolo Borsellino 2019 per l'impegno civile e le sue iniziative antimafia, a Crimi «cresciuto», si legge nella motivazione, «nel quartiere Brancaccio di Palermo, dove Stato e mafia convivono da sempre. Nel premiarlo ricordiamo tutte le donne e gli uomini dello Stato vittime della criminalità organizzata, morti in servizio». Il riconoscimento, consegnato da Navarra, è stato un'anteprima della cerimonia di oggi alle 10 al Teatro Massimo. I premi verranno conferiti al prefetto Franco Gabrielli, capo dello polizia; al generale di brigata Pasquale Angelosanto, comandante dei Ros; a Leonardo Guarnotta; a Giovanni Bombardieri procuratore di Reggio Calabria; a Michele Prestipino, procuratore di Roma; ai sostituti procuratori Roberto Sparagna di Torino e Alessandra Cerreti di Milano; ai questori Alessandro Giuliano di Napoli e Renato Cortese di Palermo; agli abruzzesi Fabrizia Francabandera, presidente della Corte d’appello dell’Aquila, il giornalista Sebastiano Nino Germano e la dirigente scolastica del comprensivo 4 Daniela Morgione.