Botte e insulti a moglie e figlia, a processo

L’uomo è accusato di aver preso a cinghiate la piccola di 6 anni e di aver picchiato la madre anche di fronte alla bambina
PESCARA. Una brutta storia di maltrattamenti e lesioni personali che sarebbero stati compiuti da un padre e marito violento ai danni della moglie e della propria figlia minore, verrà ripercorsa nel corso del processo che inizierà il prossimo 16 dicembre. Il gup Nicola Colantonio ha infatti deciso il rinvio a giudizio dell’uomo, 44 anni, residente in un centro della provincia di Pescara. A fare le spese di un matrimonio ormai fallito, sarebbe stata non solo la giovane moglie di 38 anni, ma addirittura la bambina che aveva appena 6 anni, all’epoca dei fatti contestati nell’imputazione dal sostituto procuratore Fabiana Rapino. Per la piccola, viene citato un violento episodio durante il quale la bambina sarebbe stata colpita più volte con una cintura e presa anche a schiaffi dal padre che «abusava», si legge nell’imputazione, «dei mezzi di disciplina e le cagionava lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti della figlia minore».
Ma la piccola, stando almeno alla ricostruzione fatta dall’inchiesta sottoposta all’attenzione del gup, avrebbe anche assistito alle violenze che l’uomo riservava alla propria moglie. «Poiché con condotte reiterate nel tempo maltrattava la propria compagna anche in presenza della figlia minore, avendo sempre un contegno aggressivo, soprattutto verbalmente («non vali nulla, sei pazza, fai schifo come persona, devi farti curare»), picchiandola con schiaffi o pugni durante i litigi, strattonandola e cercando di farla cadere, percuotendola anche in una occasione dopo la cessazione della convivenza». Maltrattamenti quindi ripetuti nel tempo che costrinsero la donna ad abbandonare quella casa anche per salvaguardare la figlia, costretta a vivere quelle scene di violenza. E ancora, il pm scrive che l’imputato pubblicava su facebook, nello stesso giorno in cui veniva redatto nei suoi confronti il verbale di elezione di domicilio a seguito di denuncia della donna, un messaggio minatorio chiaramente riferibile alla stessa donna: «Io mi faccio giustizia da solo, io non passo per cc, policy, avvocati, tribunali ecc: a me se mi rompi il caxxo più di tanto ti sparo dritto al cuore. Sii più svelto/a di me. Poi chi vivrà vedrà e pagherà il conto». La denuncia venne stilata dall'avvocatessa Gianna Giannini che davanti al gup si è costituita parte civile per conto della donna e della stessa minore, chiedendo un risarcimento dei danni che quella situazione e quegli episodi di violenza avevano provocato nelle due parti offese. L’istruttoria portata avanti dal pm Rapino è così entrata a far parte del processo che si celebrerà come detto il prossimo 16 dicembre. C’è anche la documentazione medica delle violenze subite, ma anche il verbale dell’audizione protetta nel corso della quale, con il supporto di una psicologa, è stata sentita anche la bambina. E poi anche i risultati della consulenza tecnica psicologica. Tutto verrà adesso riesaminato dal tribunale che dovrà stabilire le eventuali responsabilità di questo padre e compagno violento.
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