Botte e liti al pronto soccorso La Asl amplia la vigilanza

14 Gennaio 2023

PESCARA. Attraverso le telecamere e le testimonianze di pazienti, medici e infermieri, la polizia sta cercando di identificare il gruppo di rom, una decina circa, che giovedì pomeriggio ha creato...

PESCARA. Attraverso le telecamere e le testimonianze di pazienti, medici e infermieri, la polizia sta cercando di identificare il gruppo di rom, una decina circa, che giovedì pomeriggio ha creato panico e scompiglio al pronto soccorso. Un’anziana è finita a terra e ha battuto la testa. Un’altra è rimasta sotto shock. Travolta dalla furia dei rom, che all’arrivo delle volanti sono scappati via, anche una guardia giurata. Tutto avrebbe avuto inizio da una lite, per questioni sentimentali, scoppiata in via Rimini a Montesilvano, e una donna accoltellata al braccio. Poco dopo, il blitz in ospedale, dove la ferita era andata a farsi medicare. In un attimo, urla, spintoni, oggetti lanciati in aria. E non è la prima volta che accade a Pescara, come un po’ ovunque.
Frequenti sono gli episodi di violenza in corsia ai danni, in particolare, di medici e infermieri a tal punto che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato un’iniziativa con il ministero dell’Interno per porre un freno a questi fatti. Un protocollo con le forze dell’ordine per consentire interventi più rapidi in caso di aggressioni. C'è chi fra i sindacati dei medici invoca, invece, la presenza dell'esercito e chiede di militarizzare i luoghi di cura. Al riguardo, la Asl di Pescara fa presente che «la vigilanza è stata ampliata».
Ci sono sempre addetti al servizio di portierato e nel pronto soccorso anche le guardie giurate. Sorveglianza anche nelle vicinanze del Cup. «Stiamo puntando molto», spiegano dall’azienda sanitaria, «sull’attività di formazione per gestire al meglio certe situazioni». Sulla formazione e sulla prevenzione punta anche l’ordine dei medici e odontoiatri di Pescara. «Sul problema delle aggressioni», spiega il presidente, Maria Assunta Ceccagnoli, «c’è una grande attenzione da parte della federazione nazionale e degli ordini provinciali. Ci sarà un corso di formazione contro la violenza verso gli operatori sanitari». Per l'associazione dei medici Anao Assomed, «serve un’azione strutturale con più strategie da attuare insieme».
«Come tutte le altre categorie», dice Vittorio Di Michele del direttivo regionale, «la sera i medici devono poter tornare a casa senza problemi. Bisognerebbe mettere in sicurezza tutti i posti e le strutture più sensibili. In futuro andrebbero progettati edifici orientati proprio alla sicurezza». (a.d.f.)