Botte e minacce per la droga Mamma fa arrestare il figlio

Francavilla. Le vessazioni del 41enne nei confronti della famiglia andavano avanti da dieci anni Ma al cenone di Capodanno, quando l’uomo ha preso per il collo il fratello, la madre ha detto basta
FRANCAVILLA AL MARE. Richieste di denaro, botte e minacce. È stato questo lo scenario che ha costretto una mamma a rivolgersi ai carabinieri di Francavilla, guidati dal comandante Antonio Solimini, per denunciare le vessazioni del figlio M.B., 41 anni, che andavano avanti da oltre 10 anni. L’uomo è stato arrestato l’altro ieri mattina dai militari dell’Arma, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, chiesta dal pubblico ministero Lucia Campo e disposta dal gip del Tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri.
Da quanto si apprende, l'uomo, già noto alle forze dell'ordine per furti e spaccio, dal mese di settembre aveva intensificato l’uso di sostanze stupefacenti, tanto che le sue richieste di denaro alla madre erano diventate sempre più frequenti. Il 41enne pretendeva che la madre lo accompagnasse a Pescara ad acquistare la droga e quando lei si rifiutava di aiutarlo, soprattutto economicamente, diventava aggressivo, fisicamente e verbalmente. Addirittura, nei mesi scorsi, la donna per sanare un debito del figlio era stata anche costretta a chiedere un prestito di 1500 euro. Lo faceva per quieto vivere e per il bene della famiglia. Tutto questo fino alla sera di Capodanno, quando durante il cenone M.B., in preda ad una crisi, ha scagliato il panettone in faccia al fratello, in quel momento seduto a tavola con lui, la compagna e la loro madre, afferrandolo per la gola come se lo volesse strangolare. Solo a questo punto la mamma ha detto basta e ha deciso di rivolgersi ai carabinieri, ai quali in lacrime ha raccontato anni di angherie e soprusi sia di natura fisica che psichica.
Da qui è partita l'indagine degli inquirenti che si è conclusa con l’arresto dell'uomo, convivente con la madre, prelevato dai militari direttamente all’interno della sua abitazione e condotto nel carcere di Chieti. Adesso, davanti al magistrato, il 41enne dovrà rispondere dei reati di maltrattamento in famiglia ed estorsione continuata. Per la madre di M.B. è la fine di un lungo incubo che nell’ultimo periodo era ulteriormente peggiorato, ma che andava avanti da molto tempo. Non solo per lei, ma anche per l’altro suo figlio, la cui tutela è stata uno dei motivi principali che hanno spinto la donna a gettare la spugna e a raccontare tutto all’autorità.
Ma questo, purtroppo, non è l’unico episodio di violenze e maltrattamenti in città. Le modalità, la violenza e la durata, che ne hanno determinato addirittura l’arresto in carcere, lo collocano sicuramente tra i più gravi, ma spesso capita di dover fare ricorso a misure quali l’ammonimento, l’allontanamento dalla casa coniugale o il divieto di avvicinamento, per cercare di porre un freno all’escalation di violenza domestica.
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