Botte in auto dal compagno: i passanti chiamano la polizia

PESCARA. Per prendere a schiaffi la compagna ha accostato la macchina, lungo via Conte di Ruvo, a poche decine di metri dalla cattedrale di San Cetteo, e ha preso a picchiarla come sempre. Come...
PESCARA. Per prendere a schiaffi la compagna ha accostato la macchina, lungo via Conte di Ruvo, a poche decine di metri dalla cattedrale di San Cetteo, e ha preso a picchiarla come sempre. Come succedeva, ha rivelato poi la vittima, da almeno due anni. Ma giovedì sera le urla di lei e quel dimenarsi scomposto di lui all’interno della vettura hanno immediatamente richiamato l’attenzione dei passanti che hanno aiutato la donna a scendere dall’auto e allertato la polizia.
E alla fine lui, 52enne pescarese, è stato arrestato per maltrattamenti. È questo l’epilogo di una storia di violenza e soprusi che fino a giovedì sera la donna non aveva mai denunciato, e forse avrebbe continuato a subire, se non fossero arrivati i poliziotti della Volante diretti da Pierpaolo Varrasso a cui lei poi ha raccontato ogni dettaglio di quell’inferno.
A cominciare dall’origine del litigio di giovedì. Da quanto ricostruito dai poliziotti, i due erano in macchina quando lui, visibilmente ubriaco, ha iniziato a litigare con lei per futili motivi. Lei allora gli ha chiesto di fermarsi, perché voleva scendere. E lui si è accostato, sì, ma invece di farla scendere ha iniziato a prenderla a sberle. C’è stato l’intervento dei passanti, lui l’ha lasciata andare mentre arrivava la polizia sul posto. Ma in preda ancora all’alcol, non si è fatto intimidire neanche dalla presenza degli agenti. Ed è tornato indietro, di nuovo a insultare la donna con cui convive da due anni e a cercare di colpirla ancora. Ma sono intervenuti i poliziotti che a quel punto l’hanno bloccato e portato in Questura dove è stato poi arrestato.
Nel frattempo, gli stessi poliziotti hanno ascoltato il racconto della donna che ha riferito della convivenza iniziata da un paio d’anni conditi dalle violente reazioni di lui nei suoi confronti che negli ultimi tempi sarebbero ulteriormente peggiorate. Sberle, urla e insulti all’ordine del giorno e sempre per futili motivi, spesso esasperati dall’alcol di cui lui avrebbe abusato spesso. Un incubo che la donna non aveva mai avuto il coraggio di denunciare, e chissà fino a quando sarebbe andato avanti se non fosse avvenuto per strada, bloccato prima dai passanti e poi dai poliziotti. Ora lui è in carcere e lei, per ora, finalmente libera. (s.d.l.)
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