Braccia conserte all’Alfasigma che licenzia per colpa del Pil

13 Settembre 2017

Cgil, Cisl, Uil e Fesica-Confsal hanno indetto uno sciopero contro i tagli annunciati dall’azienda Nello stabilimento di Alanno, 13 lavoratori in bilico a fronte dei 456 esuberi individuati in Italia

ALANNO. Giornata di sciopero, quella di oggi, allo stabilimento farmaceutico Alfasigma, ex Alfa Wassermann. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fesica-Confsal per protesta contro i tagli di personale annunciati dall’azienda, che ha dichiarato 456 esuberi in tutti i siti produttivi italiani, di cui 13 nel complesso industriale di Alanno, dove lavorano 225 persone.
Le organizzazioni sindacali hanno respinto la decisione unilaterale della proprietà di procedere al licenziamento collettivo. Non è stata accolta nemmeno la proposta di spostare i lavoratori in esubero alle dipendenze di altre ditte, esterne alla Alfasigma, incaricate di svolgere quei servizi che non vengono gestiti direttamente dalla società proprietaria dentro lo stabilimento di Alanno. I dipendenti incroceranno quindi le braccia per l’intera giornata di oggi, notte compresa.
Nei vari turni, compresi quelli notturni in cui si articola la produzione all’Alfasigma, l’astensione dal lavoro è in programma dalle 8 alle 14, dalle 15 alle 22, dalle 15 alle 21, da mezzanotte alle 6.
I sindacati hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli della fabbrica di medicine. «È inaccettabile», attacca Alessandro Azzola, segretario regionale Fesica-Confsal, «la decisione dell’azienda di licenziare 13 persone, quando hanno dentro diversi precari e interinali. Abbiamo detto no anche all’ipotesi di trasferire questi lavoratori alle aziende esterne che lavorano all’interno dello stabilimento. Noi, invece, proponiamo che il personale che secondo l’azienda sarebbe in esubero venga riqualificato e poi impiegato, restando sempre all’interno dell’Alfasigma, al posto degli interinali».
L’Alfasigma è la nuova società, nata il primo agosto dalla fusione per incorporazione delle aziende Alfa Wassermann, Biofutura Pharma e Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite, con un organico complessivo di 1.696 dipendenti. Le società che si sono messe insieme per costituire Alfasigma hanno un buon fatturato, ma non sufficiente, secondo la proprietà, a «garantire un posizionamento competitivo a livello globale». Una delle criticità segnalate, indicata tra i motivi dell’eccedenza occupazionale, il fatto che il listino dei farmaci prodotti dall’azienda sarà quasi totalmente “genericato” nel medio periodo, in particolare nel settore cardio e orto-reuma, vale a dire che molecole e principi attivi potranno essere utilizzati anche da altre aziende che ne faranno farmaci cosiddetti generici o equivalenti. Tra le cause dei licenziamenti «l’incertezza legata a forte instabilità politica» in Italia, dove pur in lieve crescita il Pil è ancora inferiore agli altri Paesi dell’area Euro.
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