Brioni cambia e si affida a un creativo austriaco

13 Settembre 2018

Penne: Norbert Stumpfl è stato designer di marchi come Lanvin e Balenciaga  È il terzo in tre anni. I sindacati: «Mancanza di strategia per rilanciare il marchio»

PENNE. Nuovo cambio in casa Brioni. Dal 10 settembre la maison d’alta moda vestina ha un nuovo direttore creativo, il terzo negli ultimi tre anni. Si tratta del giovane austriaco Norbert Stumpfl. Dopo una laurea al college di arte e design Central Saint Martin di Londra, Stumpfl ha accumulato importanti esperienze professionali: dal 2005 al 2014 è stato designer per Lanvin, poi per due anni è stato capo designer di Balenciaga. Nel 2016 e nel 2017 ha lavorato come designer freelance per Adidas e Louis Vuitton e nel 2017 è divenuto capo designer di Berluti, dirigendo lo sviluppo e il design.
Il nuovo direttore creativo avrà il suo ufficio nella sede di Roma di Brioni e avrà la responsabilità di disegnare e sviluppare tutte le collezioni e le categorie di prodotto, riportando il tutto direttamente al direttore generale dell’azienda, Fabrizio Malverdi. Il nuovo cambio in capo allo sviluppo creativo di Brioni può rappresentare sicuramente una svolta. Innanzitutto se lo augurano i dipendenti, che sperano che le idee del nuovo stilista possano far alzare il numero di commesse. Stumpfl arriva a sostituire Nina-Maria Nitsche, entrata a dirigere le collezioni e l’immagine aziendale della maison d’alta moda vestina il 15 giugno 2017, dopo 23 anni trascorsi da Maison Martin Margiela, e che solo lo scorso giugno a Parigi ha presentato la collezione primavera-estate 2019 Brioni. La designer tedesca, rispetto al suo eccentrico predecessore, l’australiano Justin O’Shea, rimasto in Brioni solamente sette mesi, ha tentato di riportare Brioni verso quei dettami di eleganza e classicismo che negli anni passati avevano sempre rappresentato una certezza di lusso ed eleganza. Adesso toccherà a Norbert Stumpfl provare ad invertire la rotta e riportare Brioni in alto. È dal 2011 che Brioni, in tutta la sua storia, ha deciso di avvalersi di direttori creativi. Prima di O’Shea, a gestire il reparto creativo Brioni è stato Brandan Mullane (ex Hermès, Louis Vuitton, Burberry, Givenchy e Alexander McQueen). Dal 2011 al febbraio 2016 è stato proprio il designer inglese il primo direttore creativo della storia di Brioni. Prima di lui, mai la casa sartoriale pennese aveva scelto creativi esterni da affiancare alla squadra interna degli stilisti.
La scelta di puntare su creativi esterni è iniziata dopo l’acquisizione di Brioni da parte del colosso francese Ppr, oggi Kering, guidato dall’imprenditore Francois-Henri Pinault. «Negli ultimi tempi siamo abituati a questi continui e improvvisi cambiamenti», commentano in maniera unitaria l’operatore sindacale della Femca Cisl Leonardo D’Addazio, il segretario generale Filctem Cgil Pescara Antonio Perseo e il segretario Uiltec Uil Pescara Luca Piersante. «Ogni volta ci illudiamo possa essere la volta buona. Considerando però che questi cambiamenti avvengono sempre più repentinamente le speranze che possa essere la volta buona si affievoliscono sempre più. Si evince una mancanza di strategia volta al rilancio del marchio Brioni». I sindacati restano anche in attesa dell’incontro chiesto alla Regione per discutere dell’accordo aziendale - tra azienda, sindacati e Regione - firmato il 4 aprile 2016.
La speranza è che si trovi la soluzione migliore per permettere al marchio di crescere nelle vendite e ai dipendenti di avere un lavoro da almeno 36 ore settimanali.
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