Brioni, sale la preoccupazione dei lavoratori

2 Giugno 2021

Penne. Seconda assemblea via web di sindacati e dipendenti: «Adesso tocca alle istituzioni attivarsi»

PENNE. Seconda assemblea sindacale via web tra i rappresentanti territoriali di Cisl, Uil e Cgil e i lavoratori di Brioni Roman Style. «Anche ieri l’assemblea è stata partecipata e speriamo al più presto di tornare a vederci in presenza», fanno sapere Antonio Perseo (Filctem Cgil), Leonardo D’Addazio (Femca Cisl) e Debora Del Fiacco (Uiltec Uil). «I lavoratori sono preoccupati, perché l’azienda ha confermato gli esuberi. Come sindacati stiamo facendo la nostra parte nella trattativa, che continuerà nelle prossime settimane. Abbiamo spiegato ai lavoratori che tipo d’incentivo all’esodo ha intenzione di attuare l’azienda. Intendono portare avanti un doppio principio, relativamente all’uscita dei lavoratori: la vicinanza alla pensione (più si è vicini e meno si percepisce) e la velocità con la quale si accetta l’uscita dall’azienda. Prima si firma l’uscita e maggiore sarà l’incentivo», spiegano i sindacati.
Insomma, la situazione è tutt’altro che semplice e i 321 esuberi, comunicati per la prima volta dai vertici Brioni al Mise il 13 aprile scorso, nel corso della presentazione del piano industriale 2021-2025, sono reali e rischiano di far crollare l’intero tessuto economico vestino. Rispetto a quanto accaduto cinque anni fa, quando dai 405 esuberi previsti ne uscirono circa 150, con il resto dei lavoratori a orario ridotto, oggi la situazione è più complessa. Non è possibile ragionare su un’altra riduzione di orario per salvaguardare i posti. I 321 esuberi, tutti da trovare nei tre stabilimenti vestini di Brioni (Penne, Montebello e Civitella Casanova) sono calcolati già su un orario medio lavorativo di 34 ore settimanali.
«Ci auguriamo che le istituzioni a tutti i livelli, Comune, Regione e Ministero», dicono ancora i rappresentanti delle sigle sindacali, «si attivino per fare qualcosa e trovare una soluzione. La cifra degli esuberi resta. Al momento con l’azienda abbiamo solo stabilito le proporzioni dell'incentivo all’esodo, ma la trattativa continua». A rendere difficile la situazione è anche il mutevole scenario nel quale ci si muove a livello normativo. «Togliere il blocco dei licenziamenti su tutti i settori non è stata un cosa positiva. Ci sono settori e settori. Il settore della moda, del lusso soprattutto, ha avuto una crisi complicata. Se gli eventi mondani, i convegni e tutte quelle manifestazioni nelle quali c’è necessità di indossare un abito sono saltate, è ovvio che la crisi per il settore moda h avuto una portata amplificata. Per queste ragioni abbiamo chiesto e continueremo a chiedere il blocco dei licenziamenti diversificato per i settori», precisano ancora Perseo, D’Addazio e Del Fiacco. Per i lavoratori della maison d'alta moda vestina sarà sicuramente un’estate di attesa e di speranze di ripartenza.(f.bel.)