Brioni, stato di agitazione e sciopero

8 Febbraio 2019

Sempre più tesi i rapporti tra vertici aziendali e sindacati su flessibilità e futuro 

PENNE. I sindacati dei lavoratori di Brioni proclamano lo stato di agitazione. Durante le assemblee sindacali tenute in azienda due giorni fa, i lavoratori sono stati informati della proclamazione dello stato di agitazione e di un susseguente pacchetto di 16 ore di sciopero. È sempre più tesa la situazione tra i vertici aziendali Brioni e i sindacati.
«Non abbiamo ricevuto alcuna convocazione dall’amministrazione comunale di Penne, né adesso, né negli ultimi due anni», precisano i rappresentanti sindacali Antonio Perseo (Filctem Cgil), Leonardo D’Addazio (Femca Cisl), Luca Piersante (Uiltec Uil), in risposta a un interessamento dell’amministrazione comunale sulla difficile situazione che sta vivendo la maison d’alta moda vestina. «L’ultima convocazione risale al 2016. Nel caso ci fosse un invito saremmo ben lieti di andare, ma nel contempo abbiamo già fatto richiesta attraverso le nostre strutture nazionali di incontrare i vertici del gruppo al ministero dello Sviluppo economico. Dal giugno 2016 - sottolineano i sindacati - i lavoratori hanno avuto una riduzione sostanziosa della loro situazione economica e hanno effettuato una flessibilità molto pesante, rinunciando a diverse centinaia di euro pur di mantenere il posto di lavoro e la vita dell’azienda stessa. Abbiamo forti e serie preoccupazioni sul futuro, che appare poco chiaro e con molti lati oscuri, poiché non vediamo una progettualità tale da portare il marchio Brioni a importanti successi. Non riusciamo inoltre a comprendere perché il gruppo Kering non obblighi il rispetto del contratto nazionale tessile (articoli 34 e 36) per quanto concerne la flessibilità, visto che lo richiede per tutte le aziende facon a cui affida le proprie lavorazioni».
A dicembre i lavoratori Brioni hanno votato la conferma della modalità contrattuale a 32 ore per i full time, 16 ore per i part time e una flessibilità rispettosa del contratto nazionale del lavoro di categoria, una maggiorazione del 12% delle prime 48 ore pagate mensilmente e una maggiorazione del 15% dalla 48ª alla 104ª ora pagata mensilmente. Respinta la proposta di Malverdi che prevedeva un aumento di 2 ore lavorative e dunque un passaggio a 34 ore per i full time e a 18 per i part time. Una flessibilità con una maggiorazione del 15% nelle prime 104 ore, pagata annualmente. Una maggiorazione del 12% dopo le 104 ore, pagata mensilmente, e una maggiorazione del 18% per i facoltativi pagata mensilmente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA