Brocchi pronto per la giunta «Devo difendere Maragno»

Il sindaco offre un posto da assessore esterno all’avvocato ed ex consigliere Lui prende tempo: «Vorrei evitare, ma Francesco rischia troppi attacchi»
MONTESILVANO. «La voce è ricorrente ed è arrivata anche alle mie orecchie: io mi auguro di non essere colto da questa immane disgrazia ma mi rendo anche conto che non posso abbandonare Francesco in questo momento». Leo Brocchi, avvocato, ex direttore generale del Comune con l’amministrazione Gallerati e durante il primo anno di Cantagallo, ed ex consigliere, usa l’ironia ma conferma che potrebbe diventare un assessore della giunta Maragno. Ma fa capire anche che, a Montesilvano, si è aperta la caccia a una poltrona: «Francesco è un bravo ragazzo», spiega, «ma, adesso, rischia di prendere qualche colpo basso di troppo all’interno dell’area di rigore dove si sgomita tanto. Diciamo che io mi so difendere meglio dai giocatori della politica».
Brocchi non è salito sul carro del vincitore il giorno dopo il ballottaggio: è al fianco di Francesco Maragno dalle elezioni 2012, quando il finanziere si è candidato sindaco per la prima volta. «Io», dice Brocchi, «sono stato il primo a dire che Francesco avrebbe dovuto essere il sindaco di Montesilvano perché lo ritengo il migliore sulla piazza. Io gliel’ho già detto: se vuole distinguersi da quelli che l’hanno preceduto, deve astenersi dal nominare direttore generale e capo di gabinetto, figure costose che però servono a poco se la macchina del Comune non riesce a raccoglierne le sollecitazioni».
Brocchi difensore e braccio destro di Maragno? «Sono uno che di mestiere si occupa di pratiche amministrative», dice Brocchi, «per questo, i miei occhi sono più attenti a cogliere certe sfumature e a evitare di commettere abusi». In un’intervista al Centro, il 21 dicembre 2013, Brocchi aveva dichiarato: «Se sarò ancora sano di mente, non mi candiderò mai più. Penso che se Brocchi avrà ancora tutte le rotelle al loro posto, non tornerà mai più in politica. Tornerò soltanto se avrò problemi di invecchiamento precoce». «Non l’ho dimenticato», dice Brocchi adesso, «ma c’è un ragionamento aperto, vedremo cosa accadrà. Io vorrei evitare ma ci tengo a non lasciare solo Francesco».
L’ipotesi Brocchi in giunta ha ricevuto un primo via libera da partiti e liste ma, una volta sciolta la riunione, si è aperto il caso nella coalizione: se Brocchi entrasse, sarebbe un esterno nominato da Maragno; ma visto che in giunta c’è posto per 7 assessori (di cui tre donne), quale partito o lista sarebbe penalizzato dalla nomina di Brocchi? Non è una domanda da poco: è nella risposta che si racchiude l’equilibrio della spartizione degli incarichi. In cambio dell’ingresso di Brocchi, le liste minori hanno già chiesto un passo indietro a Forza Italia e cioè rinunciare a un posto. Ma il primo partito della città, 18 per cento dei voti, non è disposto. E Brocchi annuncia che non entrerà in Forza Italia: «Non ho tessera di partito», dice, «e non mi iscriverò».
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