Buche e percorsi dissestati Cresce la protesta in città

Aumentano le cadute di ciclisti e pedoni. Sospiri (Fi): «Rischi per l’Ironman»
PESCARA. Impossibile sbagliarsi. Basta seguire la freccia e la ruota della bici finisce dritta dentro una buca sulla nuova pista ciclabile, ancora fresca di vernice vermiglia, all'angolo tra viale D'Annunzio e via san Francesco, proseguendo per viale Pindaro, zona università. In viale Sabucchi, nei pressi della parrocchia di Sant'Antonio, zona centrale, un pedone affonda il piede in una piccola voragine che si è aperta sulla strada. La scarpa va in pendenza, perché l'asfalto è profondo diversi centimetri. Nella zona del tribunale un residente costeggia un marciapiede d'asfalto frantumato. Non c'è via della città che non abbia una buca, un dissesto, una duna, causate dalle radici degli alberi che spingono l'asfalto in superficie o corrose dagli agenti atmosferici. La percezione dei cittadini è che la zona del centro sia più martoriata rispetto al quartiere Porta Nuova o da altre zone periferiche.
Cadere rovinosamente a terra da un mezzo a due ruote o inciampare e slogarsi una caviglia, fa parte della quotidianità dei residenti.
Una città dove l'asfalto affonda nel terreno, le strisce pedonali sono invisibili e i marciapiedi spaccati, è un pessimo biglietto da visita per i residenti e i turisti, soprattutto in vista della stagione estiva che avanza e delle prossime competizioni sportive, come l'Ironman a giugno, che si svolgeranno lungo le strade della città.
Sul degrado delle arterie stradali, attacca il capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri. «Regione e Provincia di Pescara», dice, «tirano a lucido le strade di Roccamorice e Lettomanoppello per ospitare il Giro d’Italia, e lasciano nel dissesto le arterie destinate all’Ironman. Ben 1.500 atleti dovrebbero infatti percorrere in bici strade assolutamente a rischio, nei Comuni di Cepagatti, Pianella, Spoltore e la stessa Pescara, sfidando in velocità voragini e fossi sul cui risanamento i due enti preposti non hanno investito un solo euro, e mettendo in forse, a questo punto, lo svolgimento della manifestazione internazionale stessa. Quale sarà, infatti, il sindaco che, in totale autonomia, si assumerà la responsabilità di autorizzare il passaggio degli atleti su una viabilità tanto dissestata e pericolosa per gli atleti impegnati? Su tale vicenda presenteremo un’interrogazione urgente in Regione e Provincia per costringere il governatore D’Alfonso e il presidente Di Marco a uscire allo scoperto e a ufficializzare quali sono le proprie intenzioni».
Benchè l'amministrazione comunale stia lavorando alacremente ad un progetto di collegamento delle varie piste ciclabili, la vita dei bikers è difficile, come testimoniano le parole di Laura Di Russo, presidente Fiab Pescarabici. «Le strade del pescarese, sia quelle del contesto urbano che quelle di area provinciale», afferma, «presentano tutte enormi problemi per gli utenti più vulnerabili della strada: motociclisti, ciclisti, pedoni. Problemi comuni a molte amministrazioni, non servono battaglie partitiche e prove di forza. Occorrerebbe, invece, partire da cambiamenti culturali basilari, che presuppongono altre modalità organizzative di una mobilità urbana che tenga conto maggiormente dei bisogni dei ciclisti e dei pedoni.Io stessa, una ventina di giorni fa, da semplice pedone, sono caduta rovinosamente su un marciapiede di via Firenze a causa del dissesto dell’asfalto e della rottura delle betonelle che su quel tratto hanno causato un avallamento e successivo rigonfiamento del selciato: una vera trappola per chi percorre il marciapiede senza guardare attentamente per terra e procede a passo veloce, bisogna essere sempre pronti a schivare buche, dissesti e radici sporgenti ai lati della carreggiata». Infine, i cittadini. Christian Serafini, Veronica Pomante e il signor Giuliano, segnalano l’impraticabilità delle seguenti strade: via Tiburtina, via Tirino e la zona di Fontanelle, così come, in centro, via Emilia, viale Regina Margherita e corso Umberto.
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