Buche ed erbacce, degrado ai Colli

La protesta dei residenti: marciapiedi con le crepe e rifiuti abbandonati in strada
PESCARA. Difficile trovare una strada della città che non sia attraversata da buche, fossi, avvallamenti, rigonfiamenti dell’asfalto ramificati da crepe, che mettono a dura prova gli ammortizzatori delle vetture e i nervi degli automobilisti. Quando, non sono i pedoni a slogarsi le caviglie.
Il viaggio nel dissesto e nel degrado di marciapiedi e strade, spesso mortificate da rattoppi di asfalto o da rammendi inesistenti, comincia dai Colli. Critica la situazione in via Di Girolamo, dove le piastrelle di cemento dei marciapiedi sono ricoperte dalle erbacce che invadono le piazzole di sosta nelle vicinanze e i lampioni scompaiono tra le folte fronde degli alberi. Fulvia Luciani, una residente, sostiene che «di notte i lampioni sono accesi, ma sono intrappolati tra gli alberi e la strada rimane comunque al buio». Un cartello con una freccia a sinistra posizionato all’angolo con via Cavallaro indica che bisogna girare per non infossarsi tra le sterpaglie. Strada Colle Scorrano è ridotta a un canneto al posto dei marciapiedi e una folta vegetazione ai lati della strada impedisce persino la visuale del panorama. Le mosche non danno tregua, nessuna striscia bianca a delimitare la sede stradale. Erbacce e canneti anche in via Fonte Borea e Colle del Telegrafo.
A Colle Marino, angolo via Cavallaro, un materasso arrotolato si mostra agli automobilisti che imboccano la rotatoria e che riscendono verso il liceo scientifico da Vinci, davanti al quale gli asfalti gonfi si confondono con l’ombra del viale alberato. Bolle di asfalto anche in via di Sotto, nella piazza dove si svolgono gli spettacoli estivi nel retro della chiesa Madonna dei Sette Dolori.
Scendendo più giù, si arriva allo spiazzo della storica fontana con le cinque cannelle su cui si aggrappano le ragnatele e dentro le vasche, al posto dell’acqua, qualcuno ha lasciato vecchie scarpe. Il piazzale antistante, che funge da parcheggio, è sbeccato e avrebbe bisogno di qualche pezza d’asfalto. Meglio ancora di uno spesso strato di bitume per ripianare la piazzola.
Risalendo verso via Colle di Mezzo, davanti all’ingresso del cimitero, un palo della fermata del bus giace sul marciapiedi dall’altra parte della strada. Ancora più giù, angolo via Colle di Vallevona e nei pressi dell’imbocco di via Di Girolamo, i marciapiedi e le strade sono erose, impraticabili. Percorrendo via del Santuario, direzione mare, l’asfalto è sopraelevato in più punti, le vetture sono costrette a pericolosi slalom in discesa. Proseguendo per via Caravaggio, direzione salita Zanni, le strisce bianche perfettamente disegnate delimitano una serie di rialzi dell’asfalto, forse conseguenze di radici che spingono dal basso o da una cattiva manutenzione, che mostrano una capillarità di crepe impressionante. Oltre ai lampioni, anche la segnaletica è nascosta tra gli alberi, come accade tra via Fonte Romana e via Pian delle Mele nelle vicinanze dell’ospedale.
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