Bufale sui vaccini, come scoprirle
Allarme dell’osservatorio: social terreno fertile per le fake news
PESCARA. In occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, iniziata ieri, ThatMorning, l’osservatorio italiano specializzato nel monitoraggio di tutte le notizie provenienti, diffonde alcune informazioni che aiutano a comprendere come l’argomento vaccinazioni venga affrontato a livello mediatico, facendo affiorare anche quali siano le prime bufale legate al tema Covid-19.
Dai monitoraggi di ThatMorning affiorano alcuni interessanti aspetti delle modalità con cui la delicata materia è affrontata in Rete: a partire dal fatto che le tesi antivacciniste continuano ad avere grande risonanza, soprattutto sui social media; che il vaccino più discusso è quello contro il morbillo; che i no-vax seguitano a fare leva su determinate argomentazioni, nonostante ne sia stata ampiamente dimostrata l’infondatezza; e che nell’ultimo periodo stanno emergendo nuove e fantasiose ipotesi legate all’emergenza sanitaria in corso.
L’analisi di ThatMorning mette in evidenza anche come viene affrontato l’argomento vaccinazioni. Ecco le argomentazioni più frequenti a sfavore dei vaccini che ricorrono con maggiore frequenza su Twitter. Tra le bufale ci sono i timori infondati secondo i quali nei vaccini si trovano metalli e la convinzione che di certe malattie (per esempio morbillo o pertosse) non si muore. E ancora: i vaccini causano malattie, su tutte l’autismo, e sono stati “inventati” dalle case farmaceutiche per trarne profitto. Inoltre, i dati legati alle reazioni avverse vengono tenuti nascosti. Altre bufale: chi è vaccinato, può diventare infettivo, i vaccini “non funzionano”, vaccinarsi non essendo malati è inutile.
Di pari passo con le bufale legate alle vaccinazioni, si stanno facendo strada, nelle ultime settimane, moltissime riguardo al tema Covid-19. Il monitoraggio di Twitter rivela teorie complottiste di diversa natura: da quelle di chi sostiene che la pandemia sia «un’invenzione studiata a tavolino per arricchire le Pharma» a chi ipotizza che «Bill Gates abbia creato il virus per vendere il vaccino» o che «la pandemia in corso sia una scusa per accelerare in futuro la produzione di vaccini». (c.s.)

