Bussi, dopo 14 anni comincia la bonifica

Discarica Tre Monti, si inizia lunedì. E il Pd attacca: «La Regione si muova per far pagare a Edison anche per i siti 2A e 2B»
BUSSI SUL TIRINO. Lunedì prossimo, a distanza di 14 anni dalla scoperta fatta dai forestali della più grande discarica di rifiuti tossici e nocivi d'Europa, inizierà la bonifica della discarica Tre Monti di Bussi. Lo hanno annunciato in conferenza stampa (presente anche l'ex presidente della Provincia, Pino De Dominicis) i consiglieri regionale del Pd, Antonio Blasioli (ex presidente della Commissione regionale d'inchiesta su Bussi) e Silvio Paolucci. «È davvero una giornata epocale per l'Abruzzo», afferma Blasioli, «nel giro di 3 o 4 anni e con una spesa di 37 milioni di euro, tutti a carico del soggetto inquinatore Edison, dovrebbe definirsi questa bonifica. Su questo mi sento di ringraziare la procura di Pescara che nel 2006 ha aperto l’inchiesta, e i forestali che nel 2007 hanno scoperto quelle aree».
Si inizierà con la rimozione dei rifiuti nella parte a sud del sito, procedendo verso la parte centrale. La parte a nord sarà invece trattata con la tecnica sperimentale del desorbimento termico. Un progetto pilota con il quale verrà immesso vapore nel terreno per bruciare le sostanze inquinanti e i gas convogliati in appositi contenitori: un test sul quale gli esponenti politici chiedono la massima attenzione da parte dell'Arta per eseguire puntuali e costanti valutazioni. Si parla di un’area di 30 mila metri quadrati e la quantità di materiale antropico che verrà portato via è di 130 mila metri cubi, con rifiuti che hanno uno spessore che va dai 2 ai 6 metri di profondità. «Questa bella notizia, però», aggiunge Blasioli, «mi porta a fare un parallelismo su quello che succede invece nelle discariche 2A e 2B. Perché lì si deve bonificare con soldi pubblici, mentre a Tre Monti paga Edison che ha inquinato? Si usano 50 milioni di euro pubblici destinati a una società privata, la Dec Deme: ci chiediamo perché questa bonifica la fa questa società, quando il ministero dell’Ambiente aveva diffidato Edison, soggetto inquinatore? I nostri dubbi vorremmo che il presidente Marco Marsilio li affrontasse con il Ministero per verificare se sono effettivamente reali». E qui si innesca l’appello di Silvio Paolucci: «Abbiamo bisogno del protagonismo della regione Abruzzo su questa vicenda», dice l'esponente del Pd. In questi ultimi due anni e mezzo il governo regionale è stato sostanzialmente assente sul caso Bussi. Chiediamo che venga ripristinata la Commissione d’inchiesta per portare avanti i contenuti, le questioni e i dubbi sollevati su questa vicenda. Non si può appaltare completamente questo tema di Bussi al gruppo Pd e all’opposizione, anche per verificare se il principio di chi inquina bonifica possa essere applicato sulle intere aree interessate».
Blasioli e De Dominicis hanno poi esplicitato i loro dubbi sulla bonifica delle discariche 2A e 2B e, soprattutto, evidenziato i tempi lunghi che si prevedono. «Crediamo», ha detto Blasioli, «che quel cronoprogramma non possa essere rispettato. La prima società che deve esaminare il progetto della Dec Deme è stata appena individuata e non è stata ancora sottoscritta la convenzione».
De Dominicis ha poi sollevato dubbi anche sui costi, con possibili varianti che li farebbero salire anche di molto, criticando il fatto che il progetto preliminare Dec Deme è per il 90 per cento a misura: vale a dire che procederà a fasi. «Ma allora», conclude Blasioli, «perché non far fare anche questa bonifica a Edison che ha già un progetto che comprende anche quelle aree che resterebbero fuori con il progetto Dec Deme? E nello stesso tempo utilizzare i 38 milioni dei 50 che ci sono per l’Abruzzo per bonificare tutte le aree che insistono sui 232 ettari del sito di interesse nazionale? La Regione deve assumere una guida politica su Bussi. Ciò che conta per l'Abruzzo è, come per Tre Monti, procedere alla bonifica il più presto possibile e che i danni siano a carico di chi ha inquinato».

