Bussi, solidarietà e affetto al parroco minacciato

Dopo le intimidazioni a don Corrado, il paese difende il prete che si batte per la bonifica della zona al fianco delle famiglie rimaste senza lavoro
BUSSI SUL TIRINO. Intimidazioni e minacce di morte rivolte al parroco don Corrado Pasquantonio con due messaggi anonimi inviati via posta al suo indirizzo. Chi si è prodotto in una simile azione precedentemente avrebbe anche compiuto atti vandalici contro la sua automobile, peraltro intestata alla sorella. Quella stessa automobile che don Corrado nei messaggi viene “invitato” a regalare ai poveri. Un avvertimento invece nell’altra nota, firmata con una sigla che parrebbe in arabo, con la quale il sacerdote viene addirittura minacciato di morte in nome dell’Isis.
In paese si pensa che i tre episodi possano essere riconducibili all’operato del sacerdote che in questi anni, da quando è iniziata la crisi del lavoro e dell’occupazione con la scoperta della discarica dei veleni e la chiusura di molti opifici del sito industriale, ha sostenuto chi si è trovato in difficoltà economica. In maniera silente, attraverso le associazioni che ruotano intorno alla parrocchia, don Corrado ha espresso concretamente solidarietà e vicinanza ai concittadini che chiedevano e chiedono ancora aiuti. E a qualcuno, probabilmente, l’impegno del sacerdote ha dato fastidio. E forse non solo questo.
Don Corrado anche nelle sue omelie ha più volte richiamato alla necessità di trovare soluzioni al caso Bussi, al risanamento ambientale, alla restituzione della dignità della persona e delle famiglie con la ripresa delle attività lavorative. Ultimamente aveva partecipato anche alla fiaccolata che il Comitato che sostiene la bonifica e la reindustrializzazione aveva organizzato in paese e che domenica scorsa ha partecipato alla Messa nella chiesa di Santa Maria dell’Assunta per esprimere solidarietà all’amato parroco che svolge la sua missione pastorale in paese da circa 40 anni.
La scorsa settimana il sindaco Salvatore Lagatta in un incontro pubblico ha cercato di trovare una spiegazione con la comunità bussese a questi incredibili episodi. Ma don Corrado vuole evitare la risonanza mediatica e si è limitato a dire, al termine di una funzione religiosa, di non avere paura e di non lasciarsi intimidire. «Quando sono a fianco dei disoccupati che chiedono lavoro faccio solo il mio dovere, così come dovrebbero fare le istituzioni» ha detto. In paese c’è anche chi pensa che sia opera di uno squilibrato. Indagano i carabinieri.
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