Buttari: «Luciani si rassegni, mi candido»

6 Marzo 2021

Parla l’assessore rimosso dalla giunta: «Il sindaco mi ha ferita revocando l’incarico, a una parte del Pd io non vado bene»

FRANCAVILLA. «La ferita è grande, a livello personale, non professionale. La mia disponibilità a candidarmi a sindaco? Rimane intatta». È la Francesca Buttari di sempre quella che, dopo qualche giorno per riordinare le idee, racconta gli avvenimenti dell'ultima settimana, in cui il sindaco di Francavilla Antonio Luciani l'ha rimossa da assessore, dopo averle revocato il ruolo di vice sindaco.
«Lunedì ho avuto un incontro con il sindaco. Mi ha chiesto di ritirare la mia disponibilità a candidarmi per non destabilizzare il lavoro del gruppo civico», racconta l'ex assessore, «io non ho accettato la sua imposizione e il giorno dopo sono stata rimossa».
Se lo aspettava?
«No. In questi 8 anni ho combattuto tante battaglie accanto a Luciani. Penso a quando voleva candidarsi a governatore della Regione, o quando ha tentato di diventare segretario abruzzese del Partito democratico. A volte mettendomi anche altre persone contro».
Ora che sensazione ha?
«Sono dispiaciuta come persona. Quando ha scelto Luisa Russo come nome da lanciare per le amministrative ci sono rimasta male professionalmente, ma era una sua legittima scelta. Adesso la delusione è personale: Luciani vuole negare alle altre forze della coalizione la possibilità di esprimere la loro visione ed eventualmente proporre nomi diversi dal suo. Questo non può essere accettato».
Intanto, ha incassato l'affetto della gente.
«Sono rimasta stupita dalla mole di messaggi di solidarietà e di stima ricevuti in questi giorni. Anche sui social le reazioni sono state quasi tutte dello stesso tenore».
Ora come lo si gestisce?
«Continuando a stare al loro fianco, il mio impegno politico rimane. Non cerco poltrone, altrimenti avrei accettato la linea del sindaco. Chi sarà chiamato ad amministrare la città avrà un compito difficile, in un mondo che per forza di cose sarà diverso. E a me piacerebbe portare avanti il lavoro che sto facendo da otto anni a questa parte».
Lei è stata la candidata più votata alle scorse amministrative: non sarebbe stato più logico puntare su un profilo come il suo?
«Probabilmente sì, soprattutto se il sindaco ha, legittimamente, le ambizioni di andare avanti nella carriera politica, magari arrivando in Regione. E penso che il Pd sarebbe stato anche per lui un buon canale. Però certi meccanismi sfuggono alla logica».
A proposito di Pd, non crede che sia mancata quella forza decisionale che invece Luciani ha sempre avuto?
«Sono d'accordo. Il fatto che io abbia dato la disponibilità a fine ottobre e non mi sia ancora arrivata una risposta è eloquente. Credo però che questo sia dipeso da alcune correnti interne, che fin qui hanno solo fatto ostruzionismo. C'è una parte ampia del Pd che mi appoggia. Un'altra, minoritaria, a cui forse non vado bene, ma non lo dice apertamente. Penso che ora sia arrivato il momento di scoprire le carte e iniziare a decidere: basta dire quello che non va bene, bisogna dire cosa si vuole all'interno del partito per poi portare sul tavolo di coalizione un'idea unitaria e forte».
Crede ancora nella coalizione di centrosinistra?
«È una domanda che va fatta a Luciani. Come ha già detto il partito di cui faccio parte, lui ha creato la ferita e lui deve curarla. Se la vuole curare».
Il Pd ha detto anche che non esprimerà un nome per sostituirla.
«Anche qui devo ringraziare tutte le persone, non solo interne al partito, per la solidarietà ricevuta. Io però credo che temi importanti come sociale e scuola abbiano bisogno di una figura di riferimento. Auguro in bocca al lupo alla donna che prenderà il mio posto».
Si è pentita di aver messo i manifesti per fare gli auguri alle donne?
«No. E' stato un gesto carino in un momento difficile. Purtroppo temo che una donna al comando, senza una guida maschile alle sue spalle, faccia ancora paura a molti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA