C’è anche chi propone la costa “plastic free”

15 Giugno 2019

PESCARA. Coste pescaresi “plastic free”, ossia dove non è consentito l’utilizzo di stoviglie e contenitori per alimenti usa e getta? I titolari degli stabilimenti balneari e i rappresentanti delle...

PESCARA. Coste pescaresi “plastic free”, ossia dove non è consentito l’utilizzo di stoviglie e contenitori per alimenti usa e getta? I titolari degli stabilimenti balneari e i rappresentanti delle associazioni di categoria non hanno dubbi e si dicono pronti a recepire con due anni di anticipo la direttiva europea che bandisce l’utilizzo del monouso «per tutelare il mare, ridurre l’inquinamento e anche per incentivare il turismo».
Non solo il divieto di fumo sotto l’ombrellone. Anzi, per rendere più puliti il mare e la spiaggia, un altro provvedimento che i balneatori pescaresi accoglierebbero positivamente è l’adozione di misure per ridurre il consumo di plastica nelle loro concessioni.
«C’è questa nuova sensibilità che si sta manifestando», spiega Mario Troisi di Confesercenti, «ma ho l’impressione che sarà un percorso lungo perché non è possibile eliminare il monouso negli stabilimenti dall’oggi al domani. Bisogna arrivarci gradualmente, perché non è semplice da mettere in pratica».
In Italia, secondo Legambiente, sono 32 le spiagge che hanno dichiarato guerra alla plastica e che sono state inserite nella guida “Il mare più bello 2019”.
A prescindere dalle disposizioni comunali, anche alcuni stabilimenti hanno deciso in modo autonomo di bandire l'usa e getta dalle spiagge.
«In primo luogo, bisogna convincere le aziende fornitrici di prodotti alimentari a munirsi di contenitori sostitutivi», dice Stefano Cardelli (Ciba-Confartigianato), «perché la maggior parte dei piatti pronti o della frutta che vendiamo ci arriva direttamente nei contenitori di plastica. Poi bisogna risolvere alcune incongruenze normative, come ad esempio il divieto serale che hanno i locali di servire le bevande nei bicchieri di vetro. Se oggi non si può usare il vetro per somministrare i cocktail e se si bandisce pure la plastica, bicchieri e cannucce compresi, bisognerà pur inventarsi qualcosa dove far bere i drink ai clienti dentro e fuori dal locale. Oppure», conclude Cardelli, «in alternativa, si dovrà eliminare il divieto e tornare a vendere e consumare le bevande in bottiglie e bicchieri di vetro». (y.g.)
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