C’è il dramma dopo le Olimpiadi

27 Agosto 2016

Spacca, finalista a Rio, è aquilana e abita nel Reatino: «Ho vissuto due terremoti»

Record italiano nella staffetta 4x400, sesto posto in finale alle Olimpiadi di Rio, il felice ritorno a casa con festa prevista. Sarebbe dovuta andare così per Maria Enrica Spacca, una delle quattro “saette” azzurre che ha riempito d’orgoglio gli sportivi italiani nelle discipline dell’atletica leggera ai recenti Giochi brasiliani.

Il terremoto con epicentro nel Reatino ha devastato non solo le strutture ma anche le idee, gli eventi e gli appuntamenti per festeggiare nel modo migliore Maria Enrica. Nessuna festa e brindisi per l’atleta trentenne de L’Aquila che risiede però a Borgorose, un comune del Reatino di 5mila abitanti a metà strada tra il capoluogo abruzzese, che nel 2009 ha vissuto purtroppo la stessa sciagura, e Amatrice il piccolo centro devastato dal sisma di mercoledì.

«Purtroppo ho conosciuto da vicino il dramma di tutti e due i terremoti sulla dorsale appenninica, avrei voluto festeggiare con i miei concittadini e amici il mio bel risultato alle Olimpiadi ma non è il momento per farlo - spiega l’atleta -. Sto bene, per fortuna. La mia casa è a posto e i miei familiari stanno bene. Sono tragedie nelle quali ci immedesimiamo tutti. Possono succedere al sud come al nord ma l’Italia sta rispondendo bene. Vedo che la gente si è data da fare. Arrivano alimenti e medicine da ogni parte d’Italia».

Una campionessa come un campione percepisce con grande sensibilità emozioni e sentimenti soprattutto delle persone che gli sono intorno, dei propri conterranei: «Io ora sono a Viterbo con mio marito - spiega -. L’altra notte mia madre, che era a Borgorose, mi ha chiamato alle cinque del mattino per dirmi del terremoto e per rassicurarmi su tutto. Magari bisognerà lavorare sotto l’aspetto della prevenzione per cercare di intercettare i rischi. Non sono un’esperta ma spero che qualcosa di più si possa fare. Tra Molise a San Giuliano di Puglia, Abruzzo e l’altro giorno Amatrice non è il primo terremoto che si registra nell’area e nel giro di 15 anni. Certo quando la natura ti mette di fronte a questo tipo di sciagure fai delle riflessioni. E pensi a vivere ogni momento al meglio, giorno per giorno».

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