C’è un’altra morte sospetta Un pensionato di 68 anni

9 Marzo 2020

Il caso all’ospedale di Penne: era ricoverato nello stesso reparto di un anziano contagiato Oltre 60 operatori sanitari sottoposti al test: sono ore decisive per scongiurare il peggio

PENNE. C’è un’altra morte sospetta in Abruzzo. Dopo Maurizio Mascitti, 58 anni, barista di Ortona deceduto all’improvviso mercoledì scorso per patologie cardio-respiratorie, e risultato positivo al Covid 19, all’ospedale San Massimo di Penne è morto ‪sabato pomeriggio‬ Lucio Gentile, 68 anni, originario di Civitella Casanova. Era stato ricoverato poche ore prima, intorno alle 13, ‬con una grave insufficienza respiratoria. L’ospedale di Penne è da ieri un osservato speciale.
LE SUE ULTIME ORE. «Lo hanno portato in carrozzina, e dalla carrozzina si è anche alzato per andare in bagno prima di mettersi a letto. Dopo un paio d’ore si è aggravato ed è morto», racconta al Centro un’infermiera del San Massimo. Aveva portato con sé anche un ventilatore meccanico che utilizzava per dormire la notte. Ma è stato inutile come l’estremo tentativo di massaggio cardiaco per rianimarlo. Anche su di lui è stato eseguito il tampone per capire se la morte possa avere delle correlazioni con il coronavirus.
Da Civitella Casanova, Lucio Gentile si era da tempo trasferito a Villa Celiera. Era un imbianchino in pensione ed aveva una vita molto attiva. Era infatti uno dei promotori della Pro loco di Villa Celiera oltre che uno degli organizzatori delle principali feste paese. L’attesa per la risposta sulla sua positività al Covid 19 è andata avanti per tutta la notte.
LA COPPIA ANGOLANA. È invece ricoverato nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale Spirito Santo di Pescara il 69enne di Città Sant’Angelo che per due giorni è rimasto in ricovero nel reparto di Medicina 1 del San Massimo di Penne, lo stesso dove è morto Gentile.
Sabato, dopo la conferma della sua positività al coronavirus, è stato trasferito. Anche sua moglie è stata ricoverata nel reparto di Pescara, con una presunta positività al Covid ‪19, che però‬ attende conferma definitiva dai test di secondo livello. Tutti e due hanno la polmonite.
Entrambi coltivatori diretti, in base ai primi accertamenti non avrebbero avuto nessuna relazione epidemiologica con l’esterno. La coppia, però, pare anche sia stata vicina a un parente pennese, un 70enne, morto una decina di giorni fa per una grave forma di polmonite dopo essere stato anche ricoverato all’ospedale di Giulianova. Il sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti, è in costante collegamento con la protezione civile per gli aggiornamenti del caso.
TENSIONE ALL'OSPEDALE. È stata una giornata difficile quella che ieri si è vissuta all’ospedale San Massimo di Penne, soprattutto nel reparto di Medicina 1 dove sono state attivate tutte le misure restrittive previste dal protocollo. Il personale medico e infermieristico è stato chiamato a lavorare con le divise a copertura totale e mascherina. Tutti i reparti inoltre sono stati sanificati. Allestiti anche due tendoni utilizzati per il pre-triage dinanzi al pronto soccorso del San Massimo. Ma era ed è palpabile la tensione soprattutto del personale che è entrato in contatto, in questi giorni, con il 69enne angolano risultato infetto.
SESSANTA TEST. Dalle 14 di ieri, e per tutto il pomeriggio, un’équipe medica della Asl di Pescara ha effettuato una sessantina di tamponi su medici e infermieri del reparto di Medicina. Tra questi anche il sindaco di Penne, Mario Semproni. I risultati saranno resi noti nelle prossime ore. Nessuno ha manifestato sintomi riconducibili al coronavirus e tutti sono in buone condizione di salute. Ma i dipendenti saranno tenuti in isolamento domiciliare fino all’esito del tampone.
E oggi, a partire dalle 15, toccherà fare il tampone anche ai lavoratori della cooperativa che effettua i servizi lavanderia, pulizia e ristorazione, che già ieri si sono presentati in ambulatorio convinti di potersi sottoporre al test, ma sono stati invitati a tornare oggi. È stato anche necessario che un’ambulanza da Penne partisse per Pescara per l’approvvigionamento di numerosi nuovi tamponi che nel frattempo erano finiti.
IL SINDACO DI PENNE. Significativa è anche la dichiarazione rilasciata al Centro dal sindaco di Penne, Mario Semproni, poco prima che effettuasse il tampone perché, come medico del San Massimo, anche lui è stato a contatto con il 69enne di Città Sant’Angelo .
«Sono in ospedale da ‪sabato mattina, sarei potuto tornare a casa, ma mi è sembrato giusto rimanere in trincea insieme ai miei colleghi», ha detto il primo cittadino. «Noi dipendenti entrati in contatto con il caso accertato di coronavirus o con il presunto caso dell’altro paziente deceduto, abbiamo dovuto fare tutti il test. C’è una procedura da seguire. Ma il mio appello va ai nostri concittadini rientrati in queste ore dalle regioni del Nord, a mettersi in isolamento domiciliare e a contattare telefonicamente il medico di famiglia per acquisire informazioni. Noi tutti siamo chiamati a collaborare nell’interesse della nostra comunità rispettando le regole diramate dal Governo», ha concluso Semproni. Nel capoluogo vestino, dopo i casi in ospedale, è stato anche attivato il Centro operativo comumale (Coc). Ormai è emergenza.
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