Caccia a rapinatori e anarchici, scattano perquisizioni e controlli

4 Febbraio 2023

Arriva la risposta delle forze dell’ordine dopo l’incendio in centro e l’assalto alla villa di De Cecco Il prefetto: «Pescara è effervescente, ma sicura». Il questore: «Lo Stato c’è». Sequestrati 9 kg di droga

PESCARA. Tre giorni dopo l’incendio appiccato nel centro di Pescara con una banca devastata dal fuoco; 12 giorni dopo la rapina nella villa di De Cecco sulla collina di Montesilvano con 5 banditi ancora in fuga. La risposta delle forze dell’ordine è arrivata ieri con le perquisizioni e i controlli in strada, a Pescara e a Montesilvano: oltre cento uomini e donne schierati «per contrastare la criminalità diffusa». Il bilancio dell’operazione chiamata “Alto impatto” è stato di 6 arresti e tre denunce per droga con il sequestro di 9 chili di droga (5,4 chili di hashish, 3,7 di marijuana e 5 grammi di cocaina); preso anche un ricercato per furto. Polizia, carabinieri, finanza, polizia locale hanno setacciato le due città: 714 le persone controllate (125 con precedenti penali e 57 stranieri), 504 veicoli fermati, 11 locali ispezionati con 12 violazioni accertate. Non sono stati trovati né anarchici pronti a lanciare un messaggio di solidarietà al pescarese Alfredo Cospito, il detenuto al 41-bis al centro del dibattito politico nazionale, né i rapinatori scappati su un’Audi Rs6 ma la gente ha visto la presenza dello Stato.
IL PREFETTO «Pescara è una città effervescente e vivace ma è una città sicura», il commento del prefetto Giancarlo Di Vincenzo, «con l’operazione abbiamo voluto ricondurre gli episodi di criminalità diffusa a un livello fisiologico e dare sostanza al termine prevenzione. Dietro un’operazione così complessa, pianificata durante il Comitato per l’ordine pubblico che si è riunito nei giorni scorsi a Montesilvano, c’è una strategia complessiva che va oltre i controlli a tappeto e abbraccia anche l’aspetto sociale». Il prefetto è certo di una cosa: «Il territorio di Pescara e della provincia è presidiato attentamente dalle forze dell’ordine», dice Di Vincenzo, «ringrazio le forze dell’ordine per il lavoro costante a tutela della sicurezza».
IL QUESTORE Il questore Luigi Liguori parla di «un’operazione condivisa» che ha messo le forze dell’ordine una accanto all’altra con il fine di mandare un messaggio ai cittadini: lo Stato c’è e dà la caccia ai criminali. «E di questo i cittadini sono contenti», assicura il questore. Le perquisizioni scattate con il sospetto dello spaccio di droga potrebbero aprire spunti investigativi su altri fronti. E sull’incendio di martedì scorso, con un’isola ecologica bruciata alle 8 del mattino e la filiale di una banca distrutta tra corso Vittorio Emanuele e via Roma, Liguori dice: «Non abbiamo ancora contezza che l’incendio sia stato doloso né che dietro ci sia una matrice eversiva perché finora non sono arrivate rivendicazioni». La pista anarchica resta, quindi, aperta. Anche perché, a Pescara, come in tante altre città d’Italia, sono spuntate scritte a favore di Cospito: “Alfredo fuori dal 41-bis”. Su questo fronte è la Digos a portare avanti le indagini.
LE FORZE DELL'ORDINE «Siamo presenti 365 giorni all’anno», dice il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Barbera. «Questa operazione è il segnale della nostra presenza sul territorio», gli fa eco il comandante provinciale della finanza Antonio Caputo, «da questi controlli abbiamo preso spunti reddituali che saranno approfonditi». L’operazione “Alto impatto”, con 27 posti di blocco, ha portato anche a 20 multe e al sequestro di due auto.