Caccia alla banda che ruba nelle case

I tre giovani dell’Est sfuggiti alla polizia avevano messo a segno un colpo. Nell’auto avevano anche banconote in lire
PESCARA. Avevano appena messo a segno un furto in un'abitazione di via Campo di Giove, e probabilmente ne avrebbero effettuati altri, i tre giovani che sabato sera sono stati inseguiti dalla polizia e bloccati su un’auto rubata e subito dopo sono riusciti a fuggire a piedi, sparendo nel nulla. Viaggiavano su una Audi A6 station wagon di colore grigio che hanno abbandonato in via del Santuario, quando la polizia li ha fermati, e all'interno del mezzo sono stati trovati dagli agenti diversi arnesi da scasso, delle banconote in lire e un televisore del valore di 1700 euro, poi risultato rubato nel tardo pomeriggio in una casa di via Campo di Giove, nella zona dell'ospedale, dove i ladri si sono introdotti forzando una finestra e dalla quale sono spariti anche degli oggetti in oro, che non sono stati recuperati.
Per gli investigatori della squadra mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, i tre avevano intenzione di continuare a rubare, ma sono stati disturbati dal personale della squadra volante che si è messo sulle loro tracce dopo aver ricevuto la segnalazione di un poliziotto. L'uomo ha notato il veicolo a Villanova di Cepagatti e si è messo in contatto con la sala operativa, parlando del mezzo sospetto. Si è appurato immediatamente che si trattava di un'auto rubata il 21 dicembre a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, per cui sono partite le ricerche e l’Audi è stata intercettata da una pattuglia della squadra volante in via del Santuario. Gli agenti sono rimasti a distanza, evitando di farsi notare dagli occupanti dell’Audi, ma il terzetto potrebbe aver sentito la segnalazione via radio lanciata dalla pattuglia alla questura sulla individuazione del veicolo nel traffico. La banda, infatti, aveva a disposizione un apparecchio scanner che intercetta le conversazioni delle forze dell'ordine per cui è possibile che i ladri abbiano saputo in tempo reale di essere stati notati, tant'è che improvvisamente hanno accelerato, per allontanarsi. La polizia ha cercato di evitare che accadesse il peggio, non volendo mettere a rischio l'incolumità degli automobilisti in transito, ma per non perdere di vista l'Audi si è sviluppato un inseguimento tra via del Santuario e strada Vecchia della Madonna per poi tornare di nuovo su via del Santuario, dove l'Audi si è trovata davanti un veicolo della polizia stradale che l'ha braccata, impedendo di proseguire la fuga. Immediatamente il conducente dell'Audi ha tentato di allontanarsi ingranando la marcia indietro ma in quegli istanti è arrivata da dietro anche la pattuglia della volante e c'è stato uno scontro piuttosto violento: il veicolo della polizia è finito con la parte anteriore sotto l'Audi che cercava di arretrare e i ladri hanno approfittato dell’incidente per scendere dall’abitacolo e scappare a piedi. Uno di loro è stato acciuffato dagli agenti ma è riuscito a divincolarsi e si è lanciato nella scarpata che da via del Santuario conduce a via Da Vinci. In pochissimi minuti sono spariti nel nulla, lasciando nell’Audi non solo il televisore ma anche due mole per aprire le casseforti, cacciaviti, tronchesi, piedi di porco, lo scanner per ascoltare a distanza polizia e carabinieri e del denaro falso (tra le banconote anche diversi pezzi di vecchie lire).
I tre si sono preoccupati di non lasciare impronte, come ha rilevato la polizia scientifica che si è occupata di esaminare minuziosamente l'Audi. È chiaro, quindi, che indossassero dei guanti, temendo di essere riconosciuti attraverso la banca dati della polizia. Inutile, nelle ore successive all’inseguimento e all’incidente, l'attività di presidio effettuata al terminal bus e in stazione, così come i controlli eseguiti in città: nessuna traccia dei tre, i cui volti sono rimasti ben impressi nella mente degli agenti. Due poliziotti sono finiti in ospedale, dove sono stati medicati, e guariranno al massimo in una dozzina di giorni. Il televisore è stato restituito alla proprietaria. La caccia ai tre, che sarebbero dell’Est Europa, resta aperta.
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