Calenda (in video) lancia la volata ad Azione e Iv

Platea piena al porto turistico di Pescara per Carfagna, Sottanelli e D’Alessandro E il leader si collega da remoto per sparare a zero su Meloni: «Datti una calmata»
PESCARA. Dall'arena del porto turistico di Pescara piena di gente, ieri pomeriggio, il leader del Terzo Polo Carlo Calenda ha lanciato la sfida finale, quella dei suoi capilista: Giulio Cesare Sottanelli e Camillo D'Alessandro, per strappare un seggio a Camera e Senato agli altri partiti. Calenda però non c'era fisicamente, come tutti si aspettavano. Lo ha fatto durante un collegamento video. Il motivo? Problemi di salute. Stando ai suoi, era completamente afono. Poi però nel corso del collegamento si è fatto sentire e pure bene. Sul tardi è spuntata, sulla sua assenza, la versione più credibile: «Un impegno su una televisione non previsto». Al suo posto, al Marina di Pescara, il ministro per il Sud Mara Carfagna, applauditissima.
«Vedere questa arena piena», ha sottolineato, accompagnata da Sottanelli e D'Alessandro, «dimostra la nostra forza e dimostra che il terzo polo sarà la grande sorpresa di questa campagna elettorale. È bellissimo vedere così tanta partecipazione. E siamo soltanto all'inizio perché costruiremo una grande casa per gli italiani, per i moderati, per i riformisti, per tutti coloro che credono ancora nella politica e che dalla politica pretendono serietà e concretezza».
A questo proposito, durante il suo intervento in video, Calenda ha ripetuto più volte che adesso «non si può tornare indietro come se nulla fosse successo. Dopo aver visto la legislatura peggiore del mondo finita con l'italiano migliore del mondo, che è venuto a soccorrere l'Italia», ha detto, «non possiamo ricominciare con certi personaggi».
Ha citato, quindi, Toninelli, poi Salvini e infine la Meloni, che ha invitato a «darsi una calmata. Urla, arrabbiata, per tutto», ha aggiunto, «non come se stesse per prendere il 25%, ma come se stesse ancora all'opposizione con il 3 per cento. E datti una calmata! Non può essere una continua arrabbiatura. Se stai andando così bene, stai tranquilla».
Calenda ha, dunque, spiegato che il terzo polo «vuole un paese forte perché normale e perché non aggira le questioni con due bonus, con tre sussidi e non si fa coprire di ridicolo in Europa, ma ha una classe dirigente con esperienze rilevanti nel pubblico e nel privato».
«Vogliamo per l'Italia il migliore», ha poi ribadito Carfagna. «E vogliamo che si vada avanti senza esitazioni con il piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono 191 miliardi di euro di fondi europei e 30 miliardi di fondi nazionali che servono per creare sviluppo, crescita, occupazione. Neppure un euro e neppure un giorno vanno perduti».
Quindi ha parlato della quota per il Sud: «Sono 82 miliardi di euro», ha sottolineato, «che servono per finanziare investimenti dell'alta velocità ferroviaria, modernizzare porti, per costruire scuole, asili. Per l’Abruzzo e per Pescara significa difendere i 10 milioni di euro che sono stati stanziati nell'ambito dei progetti Zes per l'area industriale o difendere sino all'ultimo euro i 500 milioni stanziati per il porto. Queste sono le nostre idee. Sono sicura che dall'Abruzzo e da Pescara arriverà una risposta importante alla nostra proposta».
Prima di lei sul palco, Sottanelli, capolista al proporzionale per la Camera, che ha illustrato nel dettaglio il programma del terzo polo e con D’Alessandro, che guida la lista plurinominale al Senato, ha lanciato la sfida finale: «Non è vero», hanno sottolineato, «che il risultato elettorale è stato già scritto. Noi saremo la vera sorpresa. Ci riprenderemo quello che è nostro».

