Call center chiude, in 40 a casa

27 Ottobre 2017

Spoltore, licenziati senza preavviso tutti i dipendenti dell’Arca Voice

SPOLTORE. Mandati a casa dall’oggi al domani, senza preavviso, i 40 lavoratori del call center Arca Voice, in attività da alcuni anni nella Torre dell’Orologio del centro direzionale e commerciale Arca di Spoltore.
La società di Lanciano titolare del centro telefonico telematico ha deciso di smantellare da un giorno all’altro la sede pescarese, dove gli operatori si occupavano del recupero crediti per conto di un importante gruppo di Spoleto, la Maran Credit Solution, che dal 1993 è tra le principali aziende italiane del settore, con unità produttive anche in Romania. L’Arca Voice ha aperto nel 2008. Nel corso degli anni, i dipendenti sono passati da 70 a 40 unità, uomini e donne tra i 25 e 45 anni, tutti con contratto a tempo indeterminato, per lo più part time. I dipendenti del call center hanno ricevuto nei giorni scorsi, a sorpresa, una comunicazione relativa all’avvio della procedura di licenziamento collettivo. Inoltre, i 40 operatori sono stati messi in ferie forzate, con contestuale disattivazione delle apparecchiature di lavoro, dalla mattina del 24 ottobre. «Lavoratrici e lavoratori che da un giorno all’altro hanno saputo di essere prossimi al licenziamento collettivo», attaccano i Alessandra Di Simone, della Filcams Cgil, e Davide Frigelli, Fisascati Cisl. «Hanno lavorato per anni per la società e per il gruppo Maran, facendo anche sacrifici per la mancata liquidazione di spettanze, come la 14ª 2017 e mezzo stipendio di settembre. Pur dando formale e necessaria disponibilità all’esame congiunto, abbiamo chiesto all’Arca Voice di ritirare la procedura e far rientrare a lavoro i 40 dipendenti nell'attesa di un prossimo incontro al Mise, per provare a trovare una soluzione alternativa ai licenziamenti in una logica di ristrutturazione aziendale e rilancio sul territorio».
Sul caso interviene Sinistra Italiana, con una nota del segretario provinciale Daniele Licheri e dei rappresentanti di Spoltore Antonio Catani e Francesco Verzella: «Sembra la solita storia che potrebbe naufragare nell'ennesima delocalizzazione, per risparmiare sulla manodopera, in qualche paese dell'Est. Non è tollerabile che senza preavviso e spiegazioni 40 lavoratori perdano il lavoro. Abbiamo segnalato la vicenda al nostro deputato Giovanni Paglia che proverà a vederci chiaro tramite un’interrogazione parlamentare».
Gabriella Di Lorito
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