Calvario distretto sanitario L’apertura slitta ancora

L’amministrazione Maragno si era impegnata a riconsegnare l’opera alla Asl entro la fine di giugno, ma il termine dei lavori viene rinviato da quattro anni
MONTESILVANO. Verificare lo stato di fatiscenza e i disservizi nell’attuale distretto sanitario di corso Umberto e l’amministrazione Maragno e la Asl affinché venga accelerata l’apertura della nuova sede degli ambulatori sui via Di Vittorio. È questo il duplice obiettivo di un sopralluogo effettuato ieri mattina nel presidio sanitario cittadino da parte di una delegazione del Pd, composta dalla segretaria locale, Romina Di Costanzo, dai consiglieri Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio, dall’ex consigliere con delega alla sanità, Francesco Di Pasquale.
Nel corso del blitz, durante il quale anche il personale ha manifestato il disagio di dover operare in una sede inidonea, sono stati accesi i riflettori sulle numerose criticità già riscontrate durante un recente accesso dei Nas. A cominciare dalla mancanza di un ascensore per accedere al primo piano dove trova spazio, tra l’altro, il consultorio e la sala dedicata alla preparazione al parto e dove utenti e personale sono costretti a utilizzare un unico bagno. Sale d’attesa anguste e prive di condizionatori, guasti nel quadro elettrico che provocano continui black out di energetici, una saracinesca rotta da tempo che chiude una vetrata che dovrebbe garantire luce agli ambienti, erbacce che circondano l’edificio: sono solo alcune delle problematiche messe in luce.
Nonostante le critiche condizioni e uno sfratto esecutivo che vorrebbe la Asl fuori dalla vecchia sede entro fine agosto e nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione comunale sull’imminente conclusione dei lavori di realizzazione del nuovo, per il momento l’apertura della nuova struttura sembra tutt’altro che vicina.
«L’ottimismo e la leggerezza dei nostri amministratori nell’annunciare il completamento e la riconsegna della sede alla Asl per fine giugno», commentano i raprpesentanti del Pd, che sul l’emergenza distretto presenteranno presto un ordine del giorno, «cozza con la realtà che abbiamo rilevato. È inaccettabile che la quarta città d’Abruzzo, a livello demografico, debba continuare a usufruire di ambulatori fatiscenti, risultati più volte inadeguati anche dai Nas, trattandosi di un servizio essenziale e imprescindibile per la città e tutta l’area vestina. Il bacino di utenza della sede sanitaria, ex centro Telecom, con in corso una proroga di sfratto, copre oltre 57mila utenze, tra Montesilvano e Cappelle, estensibili in funzione di altre domande provenienti dai centri limitrofi».
Sono oltre 18mila 150, in media, le prestazioni erogate ogni anno dal distretto. «Una situazione resa ancora più grave», ammonisce il Pd, «dalla presenza di una sede nuova, in corso di ultimazione, frutto della lungimiranza delle amministrazioni di centro-sinistra, che doveva essere completata già nel lontano 2011».
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