Campagna antiprostituzione Il Comune apre il confronto

Montesilvano, alla libreria “On the Road” l’incontro tra associazioni, cittadini e amministratori sugli slogan contestati. Farchione: da 5 anni tuteliamo le donne
MONTESILVANO. La campagna shock ideata dall'amministrazione comunale di Montesilvano nell'ambito del più ampio progetto contro la prostituzione è sessista, volgare e misogina? O è davvero efficace come ritiene il Comune e parte della popolazione?
È intorno a queste domande che ieri pomeriggio, nella libreria On the Road, una trentina di persone tra rappresentanti di associazioni e montesilvanesi si sono incontrati per discutere, ricevere delle risposte dal Comune e dal sindaco Francesco Maragno che, da settimane ormai, viene sollecitato da una fetta di popolazione a ritirare la campagna.
A prendere la parola sono state per prime Benedetta La Penna, attivista dei diritti civili, e Assunta Altieri, professionista del settore della comunicazione, tra le principali sostenitrici della battaglia contro lo slogan "Non mandare a puttane la tua vita, la tua dignità, la tua salute e la tua famiglia". «La comunicazione a nostro parere è sbagliata almeno sotto tre punti di vista», ha evidenziato Altieri. «La dicotomia rispetto all'intenzione dichiarata di voler difendere le vittime, il linguaggio volgare che non può essere giustificato soprattutto se proviene da un ente pubblico e, infine, perché utilizza un termine offensivo contro le donne».
Sulla stessa lunghezza d'onda i rappresentanti di Arcigay di Chieti, Mazì Pescara, Unione donne italiane, Ananke Pescara, Associazione La formica viola e Antipà di Pescara. A sostenere le ragioni della giunta e a illustrare nel dettaglio anche tutte le altre iniziative messe in campo per contrastare il fenomeno è stato Antonio Farchione, componente dello staff del sindaco Maragno. «Dispiace che la campagna sia passata come un'iniziativa contro le vittime o, più in generale, contro le donne», ha commentato «perché questa amministrazione da cinque anni porta avanti tante iniziative a tutela delle donne e delle vittime della tratta. Come ad esempio la convenzione con la comunità Papa Giovanni XXIII che dal 2014 promuove uscite sul territorio con le sue unità di strada proprio con l'obiettivo di offrire delle vie di fuga alle vittime». Sull'invito a ritirare la campagna, Farchione ha poi comunicato che l'amministrazione comunale è determinata a proseguire sulla sua strada, pur rimanendo aperta al dialogo. Tra le proposte delle associazioni presenti, anche quelle di una raccolta firme contro lo slogan e di dar vita ad una "contro-campagna" di comunicazione che dimostri all'amministrazione come poter utilizzare un linguaggio diverso per raggiungere lo stesso obiettivo.

