Campidoglio, in bilico l’assessore Berdini

7 Dicembre 2016

Forse nel M5S si attendeva il post-referendum per far deflagrare il malcontento verso Paolo Berdini, l’assessore meno politico e più indipendente della giunta Raggi. Sta di fatto che, a soli due...

Forse nel M5S si attendeva il post-referendum per far deflagrare il malcontento verso Paolo Berdini, l’assessore meno politico e più indipendente della giunta Raggi. Sta di fatto che, a soli due giorni dal voto che ha sancito la vittoria del no, in Campidoglio si è aperto un nuovo fronte di turbolenza che mette in discussione la permanenza stessa del responsabile all’Urbanistica nella squadra di Palazzo Senatorio. Nella maggioranza c’è chi non digerisce più un modus operandi che sarebbe «non integrato» con il resto della squadra. E nel mirino è finita la sfilza di posizioni dissonanti di Berdini, dalla metro C all’ultimo pesante dossier del nuovo stadio della Roma. Se il “casus belli” può essere individuato nelle esternazioni di Berdini sull’impianto sportivo a Tor di Valle (dalle critiche sulla localizzazione fino al recente «no» senza appello «ai grattacieli»), la frattura è di certo più antica. Si è aperta sul caso delle Olimpiadi del 2024: mentre tutto il M5S remava verso il no alla candidatura l’assessore non nascondeva le sue opinioni più aperte e possibiliste.