Candele e taralli per San Biagio

Spoltore. A Case Troiano il rito contadino della benedizione contro le calamità
SPOLTORE. Candele e taralli, a Case Troiano di Spoltore, per la tradizionale cerimonia in onore di San Biagio. È andata in scena nei giorni scorsi la lunga processione che, dalla chiesa della Santissima Trinità, ha sfilato con i fedeli per la classica benedizione nell’altare allestito all’ingresso del borgo.
Candele e taralli sono stati distribuiti a decine di partecipanti al rito per la protezione delle case e dei loro abitanti nell’evento promosso dall’associazione Fontevecchia. «Questo appuntamento rientra nel ciclo calendariale delle tradizioni contadine, quindi nel programma delle iniziative invernali organizzato nel borgo per riportare alla luce ricordi, tramandando racconti, usi e costumi appartenuti ai nostri nonni e che comunque i giovani devono conoscere» sottolinea il presidente, Luciano Troiano. All’ingresso del borgo, i volontari di Fontevecchia hanno allestito un altare, utilizzando una coperta di lana del 1860, a scacchi rossi e neri, con i classici taralli, dolci e all’anice; accanto al cesto devozionale,e le candele bianche benedette nel giorno della Candelora, lo scorso 2 febbraio, festa popolare della Purificazione della Beata Vergine Maria e che ricorda anche la presentazione al Tempio di Gesù. Sempre sull’altare, è stata posizionata un’antica conca in rame e il manere, un mestolo contenente acqua benedetta.
«San Biagio» prosegue Troiano, «è protettore della gola oltre che di chi usa strumenti a fiato, come gli zampognari, e dei medici otorinolaringoiatri. I ceri vengono benedetti proprio il 2 febbraio e la candela è il simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”».
Nel giorno di San Biagio, invece, due ceri di grandi dimensioni, intrecciati con un fiocco rosso, colore che indica lo stesso santo, vengono utilizzati per il rito della benedizione della gola. Dopo aver attraversato il borgo per la benedizione, i volontari dell’associazione distribuiscono taralli e candele alle decine di presenti, molti provenienti dalle province di Teramo e Chieti. La tradizione vuole che le candele vengano portate a casa, una per famiglia, dove vanno conservate e accese per invocare la protezione divina durante i temporali e le grandinate. L’acqua di San Biagio è utilizzata per segnarsi la gola e, anticamente, come raccontano testimonianze contadine, la stessa acqua era data da bere nei pollai per proteggere gli animali da cortile dagli assalti di volpi e donnole.
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