Cane prigioniero, esposto dei vicini

Dopo la lettera alla padrona, si sono rivolti ai vigili urbani
PESCARA. Da mesi abbaia e guaisce in attesa che qualcuno lo liberi dalla prigione che è diventato il terrazzino dell’appartamento che lo dovrebbe ospitare. Ma almeno da Natale è sempre là, un cucciolone di Weimaraner che sta tenendo in apprensione tutto il vicinato costretto ad ascoltarne i lamenti e ad assistere a quel continuo rigirarsi su se stesso dell’animale, che si alza sulle zampe posteriori e si mette dritto appoggiato al vetro, e poi alla ringhiera, quasi a implorare di essere liberato. Uno strazio che ha indotto alcuni dei residenti della zona di via Croce, a Porta Nuova, a rivolgersi all’associazione del Dog Village dove l’esperta Carmelita Bellini li ha indirizzati sul da farsi. E la prima cosa è stata quella di scrivere direttamente alla padrona del cane. «Gentile signora, ci scusi», gli hanno scritto i vicini, «ma ci sentiamo in dovere di dirle che il suo cane soffre molto e guaisce perchè viene lasciato chiuso fuori su un balcone di dimensioni non idonee alla sua statura e senza possibilità di rientrare a causa della finestra sempre chiusa. Se gli vuole veramente bene lo aiuti a vivere meglio, confidiamo sul suo buon senso e responsabilità. Cordialmente. Un gruppo di vicini».
Un messaggio che però non ha prodotto gli effetti desiderati dai residenti che, a quel punto, hanno deciso di esporsi personalmente con una raccolta di firme, 16 un tutto, in calce all’esposto presentato alla polizia municipale per chiedere di intervenire «per non permettere ulteriori conseguenze ai danni del cane e per portare un po’ di tranquillità nella zona». Un documento a cui hanno allegato foto e video, in cui descrivono le condizioni del cane «giorno e notte sempre da solo, chiuso fuori su un balcone piccolissimo anche con freddo, vento, pioggia e neve. Specie durante la mattinata, guaisce e si arrampica disperatamente sui vetri della finestra o sulla ringhiera del balcone. La padrona, nonostante sia in casa, non interviene minimamente». E infine: «Abbiamo anche constatato che la signora trasporta il cane in macchina, chiuso nel bagagliaio, senza aria nè luce e quando lo porta per strada, il cane è sempre senza guinzaglio creando pericoli per sè e per i passanti. Nonostante i vari tentativi di conciliazione con la padrona, non abbiamo ottenuto alcun risultato». (s.d.l.)
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