Canile Asl nella bufera, arrivano i Nas

26 Gennaio 2023

Nella struttura già al centro dell’inchiesta per uccisione di animali, niente frigo per farmaci e vaccini: segnalato il direttore

PESCARA. Ancora problemi per il canile sanitario della Asl, a Città Sant’Angelo, e per il suo direttore Lucio Di Tommaso, già coinvolto in una inchiesta della procura di Pescara sulla presunta uccisione di animali sani all’interno della struttura, finita sotto sequestro preventivo. Nel corso di una ispezione, i carabinieri del Nas hanno scoperto una serie di irregolarità che hanno portato a segnalare Di Tommaso all'autorità sanitaria. Nel canile sono state riscontrate carenze strutturali, già denunciate in passato, ed è emersa la mancanza di un frigorifero per conservare i farmaci e i vaccini per gli animali. L'operazione rientra in una più vasta attività di indagine condotta in tutta Italia, in collaborazione con il ministero della Salute, per accertare lo stato dei canili e degli animali. Sono stati ispezionati 876 canili, 244 dei quali risultati irregolari (il 27%). Ventinove le persone sanzionate per violazioni penali e 230 per illeciti amministrativi, per un totale di 180 mila euro.
In Abruzzo sono state scoperte irregolarità nelle strutture di tutte e quattro le province. È stato disposto il blocco per 348 cani nell'Aquilano e nel Chietino e denunciato il direttore di un canile nel Teramano.
I problemi più seri si registrano nel Pescarese, nel canile della Asl.
Già da alcuni mesi, insieme al direttore Di Tommaso, è sotto inchiesta il dirigente del servizio veterinario della Asl, Franco Ruggieri. I due devono rispondere di abuso d’ufficio e Di Tommaso anche del reato di uccisione di animali. Dagli accertamenti dei carabinieri forestali sarebbe emersa «un’attività di soppressione illecita di cuccioli mediante la somministrazione dei farmaci per l’eutanasia e di ricovero non dovuto di cani». Agghiaccianti le dichiarazioni di un dipendente, secondo il quale le eutanasie venivano praticate «per liberare i posti all’interno dei box del canile e per ridurre gli impegni gestionali e le spese di mantenimento degli animali».
La struttura è ora affidata a un custode giudiziario.