«Canto per le vittime del sisma»

26 Agosto 2016

Stasera a Pescara il concerto di Fabrizio Moro con una raccolta di fondi

PESCARA. Fa tappa questa sera al Teatro D'Annunzio di Pescara il nuovo tour di Fabrizio Moro (foto). La tournée è stata anticipata da tre grandi appuntamenti (il 28 aprile al PalaLottomatica di Roma, il 1° maggio al Concertone di Piazza San Giovanni e il 12 maggio all'Alcatraz di Milano) e dalla pubblicazione del singolo "Sono anni che ti aspetto". Non solo musica ma anche solidarietà. Al D'Annunzio, infatti, ci sarà uno stand dell'Arci Pescara per la raccolta di fondi e beni di prima necessità da donare alle popolazioni colpite dal terremoto. Il concerto, con organizzazione Best Eventi, inizierà alle 21,30. I biglietti sono disponibili su circuiti TicketOne e CiaoTickets (28,75 euro per il settore numerato, 20,70 euro per la gradinata). Potranno essere acquistati anche al botteghino del teatro dalle 18. Il Centro ha intervistato Fabrizio Moro alla vigilia del concerto pescarese.

E' uscito di recente il singolo "Sono anni che ti aspetto". A quando il nuovo disco?

Siamo chiusi in studio in fase di pre-produzione da diversi mesi. A ottobre partiremo con le registrazioni di basso e batteria. Abbiamo lavorato su una ventina di brani fino ad ora. Dovremo scegliere quali andranno definitivamente a comporre il nuovo lavoro, che vedrà la luce a marzo. Sarà un album completamente diverso da "Via delle Girandole 10", dove abbiamo sottolineato ogni canzone con una scarna linea acustica, per lasciare spazio ai miei pensieri più introspettivi. Questo disco avrà, invece, le caratteristiche sonore degli album targati anni Ottanta con cui sono cresciuto.

Cosa aspetta per sé, Fabrizio Moro, oggi?

Sicuramente la pace interiore, un bene molto difficile da trovare. Ci sto lavorando, ma è molto complicato.

Il mondo in cui viviamo sa ancora aspettare?

Sicuramente gli adolescenti hanno un modo diverso di vivere le cose rispetto a come le vivevo io a 18 anni. Mi ricordo che dovevo sempre aspettare. E' un buon allenamento aspettare. Saper aspettare ti aiuta, intanto, in molti casi a non commettere errori e a goderti quello che arriva in maniera diversa. Ti aiuta a valutare meglio i tuoi desideri e a percepire l'importanza di un sogno, di una meta. Oggi il mondo gira troppo in fretta e i desideri bruciano ancor prima di essere raggiunti. Le nuove generazioni non sanno aspettare: vogliono tutto e subito. Quando incontro i ragazzi ripeto sempre loro che la vita va assaporata lentamente, come un ottimo bicchiere di vino, nelle sue sfumature.

Come si articolerà il concerto?

Eseguiremo i brani che hanno caratterizzato il mio percorso artistico. Sarà possibile raccogliere beni primari e fondi a favore delle famiglie colpite dal terremoto. Avevamo pensato di posticipare il concerto a data da destinarsi, ma per questa stagione il teatro non era più disponibile. Ci è venuta, quindi, in mente l'unica cosa da fare: trasformare l'evento in un aiuto concreto per tutte le persone colpite da questo disastro.

Lei ha partecipato come professore alla trasmissione Amici di Maria De Filippi. Ha scritto una canzone per uno dei concorrenti del talent e un altro brano che Valerio Scanu, ex Amici, ha portato al Festival di Sanremo. Cosa pensa del mondo dei talent?

Bisogna “saperli usare”. Nel senso che c'è un lato cattivo e uno buono. Il cattivo è che, se non sei abbastanza forte e scaltro, un anno di televisione a 20 anni e quel tipo di riflettore possono distruggerti con ripercussioni psicologiche non indifferenti. Il lato “buono” è che, se hai le idee chiare e anche esperienza, puoi usare a tuo favore la popolarità che in un anno queste trasmissioni ti possono dare. Per suonare tanto, firmare un contratto discografico, iniziare a dire la tua e a vivere di questo lavoro. E' un percorso complicato, sia se nasci e vai avanti nell'indie, sia se parti dai talent. Bisogna avere una storia da raccontare, tanta pazienza e un po' di pelo sullo stomaco.

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