Caposala abusivi, arriva la revoca «Stop alle anomalie in ospedale»

29 Novembre 2014

L’annuncio dell’assessore Paolucci: dopo 10 anni la Asl interverrà per far cessare gli incarichi Ma la procura archivia la denuncia di un sindacato. La rabbia di Pettinari: nessuno pagherà i danni

PESCARA. A 10 anni dalla prima presa di posizione della Asl e nonostante le ultime promesse non ancora mantenute, la Regione Abruzzo ha annunciato che i trenta incarichi di caposala abusivi all’ospedale di Pescara saranno revocati. Non si sa ancora quando ma a prendere l’impegno, stavolta, è stato l’assessore regionale Pd alla Sanità Silvio Paolucci rispondendo, nella seduta del 25 novembre scorso, a un’interpellanza del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari. «Cessazione di tutte le situazioni anomale», ha detto l’assessore. Cioè stop alle indennità extra e ritorno alle mansioni da infermieri.

Lettere-ultimatum ai primari. Paolucci ha rivelato che «proprio in questi giorni la direzione strategica della Asl procederà all’invio di formali comunicazioni ai dirigenti dei servizi in cui ci sono i cosiddetti coordinatori di fatto in cui viene ordinato di provvedere alla immediata riorganizzazione disponendo la cessazione di tutte le situazioni anomale».

Dieci anni di irregolarità. La dichiarazione di Paolucci ha attestato l’illegittimità dei caposala nominati senza concorso. Una prassi nota almeno dal 2004 alla Asl, da quando l’allora e ancora oggi direttore sanitario, Fernando Guarino, e l’ex direttore amministrativo Gerardo Galasso vietarono ai primari di fare le nomine per simpatia: «Allo scopo di evitare inutili quanto spiacevoli disservizi, si diffidano primari e dirigenti dal voler affidare incarichi di coordinamento. Eventuali inosservanze comporteranno l’addebito contabile e amministrativo di ogni successiva rivendicazione». Nel 2006, un’altra presa di posizione dell’allora direttore sanitario Filippo Di Sabatino. Nel 2010, ecco ancora Guarino a ordinare di «non affidare nuovi incarichi». Anche Claudio D’Amario è intervenuto almeno due volte, il 22 aprile 2013 e il 15 ottobre 2013. Dall’ultima nota di D’Amario è passato un anno. Paolucci, in aula, ha detto che ormai i tempi sono maturi: «La fase istruttoria è in via di conclusione e le operazioni di ristrutturazione saranno poste in essere entro breve termine». E se i primari non bloccheranno le rendite di posizione, l’assessore ha annunciato che «la Asl segnalerà il caso alle autorità competenti al fine di rilevare ogni profilo di responsabilità contabile, disciplinare e amministrativa a carico dei dirigenti responsabili».

Nessun reato. Dieci anni di irregolarità, ormai conclamate vista la dichiarazione di Paolucci, con i caposala abusivi che hanno percepito un’indennità di 139 euro al mese in più rispetto allo stipendio base ma che non costituiscono un reato per nessuno: la procura di Pescara ha archiviato una denuncia, presentata dal sindacato Fials, su un presunto danno per la Asl da 100 mila euro. Dopo l’esposto, la pm Mirvana Di Serio ha avviato un’indagine per il reato di abuso di ufficio ma l’inchiesta è finita in un vicolo cieco. «Il fatto non sussiste», con questa motivazione il fascicolo è stato mandato in archivio e, adesso, i 20 giorni di tempo per presentare opposizione sono scaduti.

Rabbia M5S. Replicando a Paolucci, Pettinari ha detto in consiglio: «Dopo 10 anni, grazie al Movimento 5 Stelle, la Asl nel confermare quanto da noi dichiarato circa presunte illegittimità, ci dice “prenderemo provvedimento, verificheremo, segnaleremo alle autorità competenti”. Io mi chiedo ma, fino a oggi, i vertici della Asl cosa hanno fatto? Dieci anni di sovrapposizioni assurde che hanno pesato sulle tasche degli abruzzesi provocando un danno all’erario. Purtroppo, l’assessore non ha detto che saranno individuati i responsabili: ancora una volta chi ha sbagliato resta al suo posto e continua non pagare. Questo non lo possiamo più accettare».

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